La passione di Claudio per la birra

È una giornata di pieno sole. L’aria è piena di polline e il profumo di fiori inebria il naso.
Claudio è una persona riservata, gentile e dai modi cordiali. Ha capelli corvini, occhi scuri e naso aquilino. Dopo tanto tempo passato a progettare il suo birrificio, finalmente è arrivato il momento che la sua birra senza glutine raggiunga le nostre bocche.

Da cosa nasce la tua passione per la birra?

“La birra mi è sempre piaciuta dai tempi dell’università: si beveva fra amici la sera dopo aver passato la giornata chino sui libri. Non mi ricordo come, ma scoprii che la birra si poteva fabbricare anche in casa. Un giorno trovai il kit col fermentatore in plastica, la latta di malto pronto… Era in sconto ed ho pensato “Ma si, dai, proviamo!” Detto, fatto! Devo dire che non era venuta per niente male. Dopo questa esperienza è cresciuta la mia curiosità e mi sono informato di più sull’argomento fino a comprare le pentole giuste per cucinare il malto d’orzo. Questa passione si è sviluppata fino a costruire un piccolo impianto in casa. Mia mamma, notando che la mia era una vera e propria passione e che la birra era pure di qualità, mi spronò a frequentare un corso a Padova. Ai tempi abitavo a Como e quindi andavo a Padova in macchina il weekend dato che il corso era il fine settimana. Si arrivava il venerdì, si faceva lezione, si alloggiava al Bed&Breakfast e poi sabato sera si tornava a casa.”

E il corso com’era strutturato?

“Era appronfondito e dettagliato: dovevamo imparare la storia della birra, i processi chimici di tutti i vari step della cottura del malto e tutti i segreti legati al lievito. C’è stata una parte riguardante la sicurezza sul lavoro, social media marketing, autoimprenditorialità. Il tutto si concludeva con una tesina che doveva essere stesa negli ultimi mesi. Al corso di imprenditorialità ci dissero di non aprire il locale che vogliamo noi ma quello che il mercato richiede; di birrifici in quel momento ce n’erano 600 in tutta Italia e mi sono chiesto: che faccio? Mi butto in un mare pieno di squali avendo così poca esperienza? In quel momento mi sono tornate alla mente varie persone che erano intolleranti al glutine che non potevano godersi una birra perché erano celiaci. In Italia non esistono birrifici artigianali che producono solo birre senza glutine, perciò la mia tesina era incentrata su questo argomento. Il mercato era completamente vuoto! Dopo aver richiesto un finanziamento, grazie anche a mia madre che fa da garante, se tutto va bene l’agenzia delle dogane ci darà a breve l’ok per cominciare finalmente a produrre birra.”

Mi fa vedere tre bottiglie con delle etichette molto colorate e festose.

“Queste sono le tre tipologie di birre che produco (una pils, una weiss e una belga) e ad ognuna ho dato il nome delle tre donne della mia vita: mia mamma, mia zia e mia nonna, che era molto appassionata della mia birra. In qualche modo tutte e tre hanno contribuito a fare della mia passione un lavoro.”

È molto bello vedere che una persona, dopo tanti sforzi e tanta passione riesce a raggiungere il suo traguardo. Negli occhi di Claudio si legge tutto questo.

di Enver Negroni

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