#Venerdidarte – Francesco Hayez

Francesco Hayez nasce il 10 febbraio 1791 a Venezia, luogo in cui fece anche i suoi primi studi. Nel 1809 vince il Premio Roma, che gli consente di poter vivere nella città dei papi e studiare le antichità e le opere di Raffaello.
Nel suo inizio di carriera viene aiutato da Antonio Canova, anch’egli veneto, che lo introdusse negli ambienti colti romani.

L’artista vive tra Venezia e Roma, finché nel 1823 decide di trasferirsi definitivamente a Milano, dove entra in contatto con l’alta borghesia liberale e i circoli patriottici. Nella sua vita ha prodotto un gran numero di opere, ha ottenuto numerosi incarichi e, dal 1850, è stato professore di pittura all’Accademia di Brera.
Si spegne a Milano il 21 dicembre 1882, all’età di 91 anni.

Francesco Hayez è uno dei più grandi pittori di storia e, i suoi dipinti a sfondo patriottico, furono un mezzo per diffondere negli italiani una comune coscienza nazionale proponendo dipinti a favore della libertà contro la tirannia straniera. Le sue opere d’arte sono una rappresentazione del vero, della società, e non si rivolgono più ad un’élite, ma al popolo intero e hanno un’importante funzione educativa.

 

“La congiura dei Lampugnani” è stato dipinto tra il 1826 e il 1829. In esso viene raffigurato un episodio avvenuto il 26 dicembre 1476: tre giovani milanesi, Giovanni Andrea Lampugnani, Girolamo Olgiati e Carlo Visconti, cercano di assassinare il duca Galeazzo Maria Sforza nella chiesa di Santo Stefano, con lo scopo di liberare la città dalla tirannia della casata sforzesca. I tre congiurati sono la personificazione di quel sentimento di libertà che muoveva anche gli animi dei cospiratori carbonari ottocenteschi.

“Il bacio”, eseguito nel 1859, è sicuramente l’opera più famosa di Hayez. Il bacio che si stanno scambiando i due giovani in abiti medievali, venne subito interpretato come l’addio del cospiratore, o del volontario, all’amata. Di questo dipinto esistono diverse varianti, ognuna con una particolarità: nella versione di Brera, l’abito azzurro della ragazza e il vestito rosso del giovane richiamano la bandiera francese, un modo per rendere omaggio agli accordi stipulati da Napoleone III e Cavour.

Nei ritratti, Hayez, riesce ad interpretare, e a mettere in risalto, la personalità dei suoi soggetti. Nel 1841 realizza il “Ritratto di Alessandro Manzoni”, nel quale il celebre scrittore viene ritratto con fare pensoso mentre siede con una tabacchiera nella mano sinistra.

di Valentina Musatti

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