Il Pd ovvero un partito plurale che vive di un confronto leale ed onesto al suo interno

Continua il nostro speciale con i commenti sul risultato delle primarie del Partito Democratico scritti da sostenitori dei diversi candidati alla segreteria. Oggi pubblichiamo quello di Enrico Flavio Giangreco, rappresentante della mozione Emiliano per la Provincia di Bergamo.

Le Primarie del 30 aprile hanno, innanzitutto, ribadito un dato incontrovertibile: il Pd è un partito vivo in grado di portare a votare un numero di persone, in carne ed ossa, con le loro storie, le loro aspettative e, persino, con i loro mugugni, che altre organizzazioni politiche non riescono a sognarsi nemmeno di notte. E di ciò dobbiamo essere tutti orgogliosi, tutti insieme, oltre le diverse mozioni che abbiamo sostenuto. Un altro dato che merita di essere considerato è la netta vittoria di Matteo Renzi. Chi scrive è stato educato alla competizione corretta e rispettosa delle regole, all’accettazione del risultato connessa al rivolgere l’attenzione agli appuntamenti successivi: per questo, è importante verificare quanto ci hanno detto le urne e da quello prendere le mosse per immaginare il partito che dobbiamo cercare di essere per offrire risposte adeguate al Paese. Matteo Renzi, con la sua confermata leadership, ha detto che vuole imparare il Sud da Emiliano e lo spirito unitario da Orlando: questo mi auguro che accada veramente, per realizzare un partito plurale capace di confrontarsi al suo interno in modo leale ed onesto.

Come rappresentante per la Provincia di Bergamo della mozione Emiliano, non posso non mettere l’accento sul consenso pari al 25% raccolto, al Sud e nelle Isole, dal mio candidato alla Segreteria del partito. Michele Emiliano, insieme al “Fronte Democratico”, con soli due mesi di lavoro, ha costruito ex novo un punto di partenza tale da essere anche un argine rispetto al M5S, poiché è in grado di “parlare” ad un elettorato che è potenzialmente soggetto ad un’attrazione per l’opzione grillina. Ciò, d’altronde, non può prescindere da un Pd che, come ribadito da Francesco Boccia, scelga di diventare il fulcro di una grande alleanza progressista che sia dalla parte dei cittadini, delle imprese sane e del lavoro, in una rinnovata cornice europea.

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