Renzi metta da parte l’ego per lasciare spazio al noi

Tra oggi, giovedì e sabato pubblicheremo commenti sul risultato delle primarie del Partito Democratico scritti da sostenitori dei diversi candidati alla segreteria. Cominciamo con quello di Clara Colombo, sostenitrice mozione Andrea Orlando nonché segretaria Giovani Democratici di Bergamo.

Si sono appena concluse le primarie che hanno visto una riconferma netta del Segretario uscente Matteo Renzi.
Direi che questo è il punto da cui partire per analizzare questo congresso.
Renzi ha vinto con percentuali molto alte sia nei circoli, nella prima fase delle convenzioni, sia nelle primarie lo scorso 30 aprile.

Un altro punto fondamentale per una riflessione di questo congresso sta nella valutazione delle premesse con cui si è avviata questa fase:
– un segretario dimissionario;
– una dirigenza che non ha mai fatto un’analisi del risultato referendario del 4 dicembre;
– una frattura che dopo mesi di logoramento ha portato ad una scissione dolorosa;
– tempi brevissimi (circa due mesi) di campagna congressuale.

Questa era la situazione in cui ci trovavamo agli albori del congresso.
Ritengo che le candidature di Andrea Orlando, che ho sostenuto e che ringrazio per il suo impegno di queste settimane, e di Michele Emiliano abbiano reso più vera questa sfida che però è stata vissuta anche a livello mediatico con toni molto smorzati. Intendiamoci, voglio dire che non è stato dato molto spazio alla discussione e, in particolare i due “sfidanti”, non hanno avuto modo di farsi conoscere pienamente visti i tempi molto ristretti e la loro minor fama rispetto all’ex segretario.

Andrea Orlando insieme ai suoi sostenitori in occasione del confronto tv di Sky

In molti durante la fase delle convenzioni hanno sottolineato il sostegno a Renzi a seguito della scissione, spiegando che era un gesto di solidarietà al partito, ciò non toglie che la sua mozione ha convinto di più.
Una considerazione anche sulla partecipazione: in un periodo di sempre maggior crisi dei partiti politici e della partecipazione, fa piacere vedere una mobilitazione tanto ampia (la commissione per il congresso parla di 1,8 milioni di persone), ma allo stesso tempo dovrebbe interrogarci la netta differenza con il risultato delle precedenti primarie. Forse è lo strumento, o forse è che in molti non sono andati a votare perché sfiduciati e in attesa di vedere un cambio di rotta del rinnovato segretario prima di riconfermare la fiducia nel PD.

La mia speranza è che il segretario del mio partito raccolga gli spunti e le riflessioni anche degli altri candidati e cambi rotta ai suoi atteggiamenti: dobbiamo ricominciare ad essere una comunità, una famiglia, dove se c’è qualcuno che non si sente bene e a suo agio lo si aiuta non gli si chiude la porta in faccia.

Spero che, come molti hanno detto, Renzi riesca a mettere da parte l’ego per lasciare spazio al noi, come ha ripetuto in questa campagna congressuale. L’ho già detto nel 2013 e lo ribadisco oggi, nasco democratica e non torno indietro, resto qui e spero che il Segretario mi stupisca, è il bello della Politica: l’entusiasmo, la spericolatezza e lo stupore!

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