#Venerdidarte – William Turner

Joseph Mallor William Turner nasce il 23 aprile 1775 a Londra. A ventiquattro anni frequenta la scuola d’arte della Royal Academy dove studia la prospettiva, disciplina nella quale spesso si esercita e che insegnerà a partire dal 1807. è un viaggiatore infaticabile: oltre a recarsi in Galles e Scozia, visita l’Europa continentale, soggiornando più volte a Venezia. Fu uno dei maggiori interpreti della poetica del Sublime teorizzata da Edmund Burke, secondo la quale la natura, nella sua potenza e immensità, si impone grandiosamente sull’uomo fino a stordirne i sensi. Diventato ormai famoso e celebrato da diversi artisti contemporanei, Turner si spegne il 19 dicembre 1815 e viene sepolto nella cripta della cattedrale londinese di San Paolo.

La sua opera si indirizza principalmente verso la pira ricerca luministica e, nei suoi dipinti, il colore si fa pura modulazione di luce.

“Ombra e tenebre. La sera del diluvio” è un’opera del 1843 e si tratta di uno dei più raffinati punti di arrivo della ricerca artistica di Turner. L’opposizione tra toni i caldi e luminosi e quelli cupi servono a descrivere lo stato della terra nel momento in cui le acque del diluvio si stanno per abbattere su di essa. Nel centro della tela si può notare una massa globulare, che si può identificare con il sole (o la luna), incorniciata tra la striscia di terra popolata da animali nella zona inferiore del quadro e le nubi scure nella parte superiore.

“Tramonto” fu eseguito tra il 1830 e il 1835 e fa parte di una serie di dipinti che l’artista dedica al calar del sole. In questo periodo, la ricerca artistica di Turner era già approdata a forme di astrazione quasi totale. Il dipinto è diviso in tre fasce: quella superiore tinta di giallo, quella inferiore che rimanda alla terra e quella centrale in cui cielo e terra si fondono nel colore rosso.

La vita di questo straordinario artista è raccontata nel film “Turner” del 2014. Diretta dal regista Mike Leigh, la pellicola ripercorre gli ultimi anni di vita del pittore, interpretato da Timothy Spall, segnati dall’anaffettività verso le figlie, il dramma per la morte del padre e il suo rapporto con la Royal Academy of Arts, in cui viene sia celebrato che odiato per il suo comportamento anarchico.

di Valentina Musatti

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