Il nostro diritto inalienabile di fare schifo

E se censurassimo la censura?

C’era una pagina che seguivo da un pezzo ma ora non c’è più. Perché? Me l’hanno chiusa; faceva vignette un po’ sporche.
Parlo di Ghisberto, quella satira spavalda che non conosce mezzi termini. Qualche giorno fa compare il seguente post.


“Non siamo ancora un paese maturo e libero”. Con leggerezza, Ghisberto congeda i suoi followers in un messaggio tanto essenziale quanto azzeccato. Il nostro paese non è ancora maturo, non è ancora libero. Qui non si possono disegnare vignette schifose. Vade retro!

Il mese scorso, la Lucarelli ha dato la caccia a quelle bestie di Sesso, Droga e Pastorizia.

Vero, le accuse della “giornalista” erano inconfutabili. Sesso, Droga e Pastorizia è una pagina di porci -ciò nonostante non tolgo il like. Va bene, ma tutto questo moralismo non è un po’ immorale?

Per assurdo, mi viene da pensare che la vera bestia non sia la bestia, ma il cacciatore.

Cioè, se adesso mi mettessi a urlare in piazza che il sindaco è grasso, tu mi daresti del maleducato. Ma non saresti tu maleducato a rimproverare un maleducato?

Costringere un porco a lavarsi perché è sporco. Bene, il porco sarà pure pulito, ma tu avrai la coscienza sporca.

C’era una pagina che seguivo da un pezzo ma ora non c’è più. Perché? Me l’hanno chiusa; faceva vignette un po’ sporche. Ma siamo noi troppo malati o gli altri troppo igienici?

– che poi, diciamocela tutta, non sarebbe male concludere questo articolo con una bestemmia. Sì, decisamente! ESPERIMENTO: ve lo immaginate? Sarebbe scenico e d’impatto. Il mio articolo guadagnerebbe un casino di views perché nessuno bestemmia a caso negli articoli e tutti i lettori se lo girerebbero commentando “guarda che bestemmione che ha cacciato in fondo!!” e io ci guadagnerei di brutto, ma davvero. Così, a random, SBAM! Ma se lo faccio poi magari segnalano il SMP e lo chiudono perché le bestemmie online danneggiano la vista dei moralisti che poi poverini non riuscirebbero più a leggere gli annunci della domenica sulla bacheca dell’oratorio e poi magari addirittura mi arrestano perché ho condannato qualcuno alla cecità. Che peccato, che peccato.

di Marco Bellinzona

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