USA 2020, Mr. Facebook presidente?

Trump è presidente degli Stati Uniti ormai dallo scorso novembre, ma tutti si stanno già domandando chi potrà battarlo alle prossime elezioni del 2020. Visto che i politici di professione legati al cosiddetto “establishment” non sono poi così tanto amati, né riescono a smobilitare gli entusiasmi dell’attuale popolo americano, perché non pensare quindi ad un candidato democratico-liberale come Mark Zuckerberg?

Non è un politico di mestiere. È un giovane imprenditore di successo che ha creato il social network in assoluto più famoso della storia recente, Facebook. C’è da dire che Zuckerberg finora ha cercato di tenersi a debita distanza da Washington, presentandosi sempre come neutrale sulla scena politica, nonostante la pressante polemica scatenata dalle fake news diffuse sui social, che avrebbero più o meno contribuito alla vittoria di Donald Trump su Hillary Clinton.

Lo scorso anno ha però fatto notizia l’annuncio del suo tour, formalmente organizzato per dibattere di social media con i rappresentanti delle forze dell’ordine, attraverso tutti gli Stati Uniti: “Nel 2017 ho intenzione di visitare tutti gli stati degli Usa e incontrare direttamente i cittadini”, così in un post sulla sua bacheca personale. Il progetto dichiarato è quello di discutere cosa “non abbia funzionato nella globalizzazione” e perché la tecnologia stia di fatto “contribuendo a dividere le persone”, capire come vivono gli americani e cosa si aspettano dal futuro. Il fondatore di Facebook ha postato inoltre un manifesto in cui cita Abraham Lincoln, descrivendo il “sogno della comunità globale” come un “rafforzo dell’intero tessuto sociale” potenziando le comunità tradizionali attraverso i social network, la pace, la sicurezza e la censura. Che sia questo tour il primo passo per la possibile lunga corsa presidenziale?

“Oltre al voto, la più grande opportunità risiede nell’aiutare le persone a restare interessate alle questioni che contano per loro quotidianamente, non soltanto ogni quattro anni davanti alla cabina elettorale” (Building Global Community, Mark Zuckerberg)

Quel che è certo è che, in quanto sesta persona più ricca al mondo, già in passato sia stato accolto da primi ministri e persino dal Papa con tutti gli onori, come se si trattasse di un vero e proprio un capo di stato.

Ha recentemente dichiarato anche di non esser più ateo: “Sono cresciuto ebreo e ho passato un periodo in cui ho messo in dubbio tante cose, ma ora credo che la religione sia molto importante”, così rispondeva Zuckerberg ad una domanda ricevuta sui social a proposito della sua fede religiosa. Inoltre, durante l’incontro con papa Francesco, aveva dichiarato di non vedere l’ora di “seguire il Pontefice e vederlo continuare a condividere il suo messaggio di misericordia, uguaglianza e giustizia con il mondo”. Infine ha riaggiustato lo statuto di Facebook per poterne mantenere il controllo in caso di mandati elettivi e ha da poco nominato David Plouffe – uomo della rosa dell’amministrazione Obama – a capo delle sue iniziative benefiche.

Nel 2020 Mr. Facebook avrà superato la soglia dei 35 anni, l’età minima per sedersi sulla poltrona dello studio ovale alla Casa Bianca.

di Mattia Barcella

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