#Liberamente – Che tu sia per me il coltello

Salve a tutti, cari lettori, e bentornati in una nuova recensione qui sul Saint Martin Post.

Il libro di cui voglio parlarvi oggi è una delle opere più importanti del suo autore. Sto parlando di “Che tu sia per me il coltello” di David Grossman, autore contemporaneo israeliano che, da anni ormai, è spesso accostato al Premio Nobel per la letteratura.

Parto spiegando che forse non è un libro per tutti, perché questo romanzo è epistolare, in altre parole i personaggi comunicano tra loro attraverso lettere, che diventano quindi l’unico mezzo narrativo della storia. Se questo però non rappresenta un impedimento per voi, proseguiamo nella scoperta di questo bellissimo libro.

E’ uno dei miei romanzi preferiti e, come al solito, proverò a spiegarvi perché.

Trama

Durante una festa, Yair, un uomo sposato, nota una donna che a lui appare diversa dalle altre perché più timida e isolata, Myriam. Il protagonista decide di scriverle una lettera nella quale le chiede di intraprendere un rapporto speciale con lui, un rapporto aperto e differente da quelli abituali. La donna, anch’essa sposata, è inaspettatamente incuriosita dalla proposta e la accetta. Nasce dunque, attraverso un lungo scambio epistolare, una certa intimità che porta i due personaggi ad avvicinarsi sempre di più, soprattutto in allusioni e immaginazione, finché in questo gioco entreranno a far parte i sentimenti.

Stile

Non c’è molto da dire sullo stile, la lettura è molto scorrevole e Grossman si nasconde alla perfezione dietro i personaggi, dietro la loro psicologia e al loro modo di porsi l’uno dei confronti dell’altro. E’ costantemente presente una terminologia quasi onirica, che corre sempre sui confini dell’immaginazione e che aiuta egregiamente a comprendere la crescita in sottofondo del sentimento dei due. In alcuni momenti sono descritte scene fortemente caratterizzate dall’erotismo, ma l’autore non scende mai nella volgarità e non sporca quindi eccessivamente la sobrietà e l’equilibrio emotivo dei personaggi.
L’ultimo capitolo è l’unico nel quale è presente un narratore e quindi non vi sono lettere. Se lo leggerete, capirete il motivo per cui Grossman è stato costretto a ricorrere a un tipo di narrazione tradizionale.

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Curiosità

  • Il libro è stato ispirato dalle “Lettere a Milena” di Franz Kafka, nel quale lo scrittore si rivolge alla donna che più lo ha stregato nel corso della sua vita.
  • Il titolo del libro è tratto da una frase di Kafka presente nel già citato “Lettere a Milena”: “Amore è il fatto che tu sei per me il coltello con cui frugo dentro me stesso”.
  • Il libro è ambientato in Israele, patria di David Grossman.

Dunque, anche oggi siamo giunti alla fine. Ve lo dico francamente, è un libro che può annoiare soprattutto se non siete amanti dell’introspezione e delle riflessioni. Se però, come me, non appartenete a questa categoria, credo proprio che il romanzo vi piacerà particolarmente.
Io vi mando un abbraccio, e vi do l’appuntamento alla prossima settimana. A presto!

di Jacopo Milani

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