#LaNostraStoria – La nuda e cruda verità

Ci sono argomenti che richiedono l’utilizzo della prima persona e i peli delle donne sono tra questi, visto che tutti se ne occupano, ma quasi nessuno ne parla pubblicamente.
Il seguente articolo o riflessione personale, chiamatela come volete, nasce da una scena a cui ho assistito un pomeriggio di gennaio. Seduta al tavolo di un bar, bevevo un tè con i biscotti mentre, sullo schermo alle mie spalle, Mtv trasmetteva il video della canzone di Sia, Chadelier. Come attratti da una forza misteriosa, improvvisamente gli uomini appoggiati al banco si sono girati verso lo schermo, con l’espressione della triglia sul banco del pesce.
L’undicenne Maddie Ziegler, la ballerina del video, danza mimando il movimento meccanico di una bambola con indosso una parrucca bionda e un body color carne; mi sono chiesta come mai alcuni uomini siano attratti dall’immagine dalla donna completamente depilata, che richiama l’idea di un corpo infantile, come quello di Maddie.
Mi è venuto il dubbio che, recentemente, la quantità di tempo e soldi spesi da uomini e donne nella depilazione abbia raggiunto cifre astronomiche e che, ormai, essere completamente depilati sia diventata la norma; il mio dubbio si è rafforzato dopo che la più pudica tra le mie amiche si è definita una “convinta discepola della barbagianna tutta linda”.

Ma perché? C’è chi dice che sia colpa della moda, della pornografia, delle dimensioni sempre più ristrette della biancheria intima, del desiderio di tornare all’infanzia o di una concezione sbagliata dell’igiene intima. Sembra però che questa fissazione non sia poi così recente: perché non addentrarci quindi nella storia della depilazione femminile?

I primi strumenti per la depilazione sono vecchi quanto l’uomo, o meglio, quanto la donna: si tratta di lamette realizzate con la selce e di creme depilatorie ricavate da arsenico e ossido di calcio. Le donne egizie rimuovevano ogni singolo pelo del proprio corpo con pinzette, pietre pomici, cera d’api e composti di zucchero. Durante l’impero romano, la presenza di peli era sinonimo di classe sociale bassa: si dice che Poppea, moglie dell’imperatore Nerone, si depilasse quotidianamente e che le donne nobili utilizzassero rasoi, pinzette e creme per rimuovere i peli superflui. I peli pubici, in particolare, erano considerati sinonimo di inciviltà: ecco perché, al fine di rappresentare la giovinezza e la bellezza, molte statue e dipinti avevano come soggetto figure femminili dal look “nudo e crudo”. Durante il periodo medievale, fu Elisabetta I a dettare la legge del pelo: per rendere la fronte più alta, le donne dovevano rimuovere completamente sia le sopracciglia che la prima parte dei capelli applicando oli, ammoniaca e aceto. Il 1700 fu il secolo del pelo trascurato: nessuno se ne occupava. Nel 1800 Gillette creò il primo rasoio da uomo, ma ci vollero trent’anni prima che qualcuno avesse l’idea di crearne uno da donna. La depilazione delle ascelle non fu praticata fino al 1915, quando il giornale Harper’s Bazaar realizzò un servizio fotografico in cui appariva una modella senza peli sotto le ascelle. Poco più tardi, la Wilkinson lanciò una campagna pubblicità per convincere le donne che i peli sotto le ascelle fossero antigienici e poco femminili: le vendite dei rasoi raddoppiarono in due anni. Durante la seconda guerra mondiale, a causa della mancanza di nylon, le donne furono costrette a portare la gonna senza calze; di conseguenza, il mercato dell’epilazione si espanse: comparvero così le prime strisce depilatorie e gli epilatori laser. Con la diffusione del bikini, sorse la necessità di depilare la zona dell’inguine… e, per usare una metafora floreale, da una vegetazione rigogliosa ad una landa desolata il passo fu breve!

Basta andare in piscina per comprendere come oggi la depilazione sia diventata un campo minato di rasoi, pinzette, cerette, creme, epilatori e laser: negli spogliatoi femminili, troviamo le fan della natura selvaggia, quelle dell’animale a pelo corto, chi preferisce un anonimo giardinetto ben tenuto e chi lascia solo una pista d’atterraggio dalle dimensioni variabili; ci sono poi le creative e le amanti delle decorazioni, che vanno dal semplice cuore ad una più elaborata saetta. Infine, ci sono le fan del fuori tutto: c’è chi usa la ceretta, chi il rasoio e chi addirittura opta per la rateizzazione, depilando una zona al giorno con la pinzetta.
Insomma, le grandi domande sono cambiate e forse oggi Shakespeare si chiederebbe: depilare o non depilare? Questo è il problema.

di Alessandra Crotti

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