#Liberamente – L’insostenibile leggerezza dell’essere

Il libro che voglio trattare oggi, di cui molti di voi avranno già sentito parlare, è “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera.
Milan Kundera è uno dei miei scrittori preferiti, o forse proprio il mio preferito, e proverò, in breve, a spiegarvi perché. La sua prosa è molto particolare, egli è il narratore delle sue opere e descrive i protagonisti come fossero suoi amici. A volte, in alcuni libri, ma non in questo caso, egli entra nella storia come personaggio vero e proprio. Alla base dello scrivere di Kundera c’è spesso la filosofia, e le sue storie sembrano pretesti o esempi per spiegare un determinato concetto filosofico. In questo libro è fortemente presente la teoria dell’
eterno ritorno di Nietzsche, secondo la quale l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissati e necessari, ripetendo eternamente un certo corso e rimanendo sempre se stesso.
Non è un libro noioso, ve lo dice uno che non ama troppo la filosofia. Kundera ci sa fare, fidatevi.

Trama

Siamo a Praga, è il 1968. In questo periodo la Cecoslovacchia affronta un momento straziante, quello dell’invasione russa. Questo fatto storico, non da sottovalutare, cambia le loro vite. I protagonisti sono quattro: Tomas, un chirurgo; Tereza, la sua compagna, fotografa; Sabina, la sua amante, pittrice; Franz, amante di Sabina, docente. La storia ruota attorno alle vicende dei personaggi.

Stile

Lo stile di Kundera è inconfondibile. Lui è un narratore nato, e addentrandosi nella lettura è facile capire il suo stile. Pur argomentando tesi filosofiche, il suo linguaggio è chiaro ma non povero, comprensibile ma non banale.
Non esistono un narratore e i personaggi, esiste Kundera e ciò che racconta. Tomas, Tereza, Sabina e Franz potrebbero esistere realmente quanto essere fittizi, non possiamo saperlo, e non lo sappiamo perché non è importante. Loro sono protagonisti, è vero, ma i reali protagonisti sono i temi che Kundera tocca nelle riflessioni fatte da lui o dai personaggi, come per esempio la
leggerezza delle scelte, la ricerca del senso della vita o altre tematiche che indagano da vicino l’esistenza.

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Curiosità

  • Questo romanzo ottenne una fama mondiale già nei primi mesi di pubblicazione e diventò il manifesto di quella parte di società che oggi è conosciuta come “Radical Chic”. Dire di aver compreso appieno questo libro faceva tendenza, ecco perché molti lo citavano (ma in realtà pochi lo avevano letto realmente.)
  • Il libro fu pubblicato per la prima volta in Francia nel 1984 e arrivò in Italia nel 1985. Nonostante ciò, anche causa della presenza comunista nel paese, il libro fu pubblicato in Repubblica Ceca solo nel 2006.
  • Nel 1986, Antonello Venditti ha inciso un brano dal titolo Questa insostenibile leggerezza dell’essere, con riferimento al romanzo di Kundera, anch’egli menzionato nel testo.
  • Nel 1988, dal romanzo venne tratto un film. Kundera dichiarò poi che il film aveva poco a che fare con lo spirito della trama e dei personaggi del libro, e che dopo quella brutta esperienza non avrebbe più permesso nessun adattamento dei suoi romanzi.

Nota personale

Ho adorato la scelta dell’editore Adelphi di mettere in copertina “La puberté proche (Le pleiadi)” di Max Ernst. Quest’opera infatti rispetta esattamente i temi trattati nel romanzo: una sensuale figura femminile fluttua nello spazio contro la forza di gravità, mentre un masso cade verso il basso. Il quadro rappresenterebbe la forza prorompente dell’eros che vince ogni ostacolo.

Che dire, anche per oggi è tutto. Spero di avervi incuriosito un po’ e che possiate apprezzare questo romanzo sotto ogni punto di vista. Mi raccomando, non fate i radical chic e leggetelo con attenzione.
Io vi saluto e vi do appuntamento alla prossima settimana!

di Jacopo Milani

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