#Venerdidarte – Klimt

Gustav Klimt nasce il 14 luglio del 1862 in un paese vicino a Vienna. Impara il lavoro di incisore e cesellatore dal padre e, non ancora quattordicenne, viene ammesso alla Scuola di Arti applicate insieme al fratello Ernst.
Le prime commissioni ufficiali arrivano intorno al 1880, ma, sin dagli esordi, il giovane Klimt osa infrangere i limiti del perbenismo imposto dalla società viennese della Belle Epoque.

Nel 1897 divenne presidente della Secessione viennese: la nuova generazioni di artisti lotta per il diritto alla creazione artistica e chiede uno spazio espositivo libero da qualunque carattere commerciale. Questa nuova avanguardia artistica ha come mecenate le ricche famiglie ebree della borghesia viennese.
Uno dei temi principali del clima è quello del dominio che la donna esercita sull’uomo, ma l’erotismo trasmesso dai quadri di Klimt suscita continue polemiche.

Le opere dell’artista sono permeate dalla lotta tra Eros e Thanatos, un esempio è “Giuditta I” (1901) che, per salvare la sua città, seduce Oloferne per poi decapitarlo. La “Giuditta” rappresenta l’archetipo femminile klimtiano: il genere della femme fatale, altera e sprezzante, ma al tempo stesso enigmatica.
Ciò che rende affascinanti i ritratti di Klimt è il contrasto tra il viso modellato plasticamente e la piatta ornamentazione.

Tra il 1906 e il 1907 l’artista vive il suo “periodo d’oro” di cui si può ricordare due quadri: il primo, “Il bacio”, in cui i due amanti stretti in un abbraccio sono circondati da un’aura d’oro che conferisce loro una straordinaria preziosità; il secondo è “Adele Bloch-Bauer I” dove è ritratta con un vestito composto da una moltitudine di occhi.

Klimt avvolge nell’oro le sue femme fatale per mettere in risalto il loro potere.

Nel 1909, a Parigi, l’artista viennese scopre il movimento fauve e artisti come Toulouse-Lautrec. Klimt decide di rinnovare il suo stile e di trasformare le sue femme fatale in donne ricche di charme, riscuotendo un costante consenso. Confrontandolo con il ritratto precedente, in “Adele Bloch-Bauer II” (1912) ci troviamo di fronte non più ad una donna enigmatica, ma ad una donna in attesa.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale si conclude la straordinaria fioritura culturale viennese. Klimt morirà il 6 febbraio 1918, lasciando incompiuti diversi dipinti.

di Valentina Musatti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...