10 cose che non funzionano più in Grey’s Anatomy

NO SPOILER – Articolo consultabile anche da chi attende gli episodi in chiaro della 13’ stagione.

Sono passati dodici anni da quando l’opera più celebre di Shonda Rhimes è entrata a far parte della nostra vita. Della vita di tutti, anche di chi non lo ha mai seguito, perché ovunque e anche troppo se n’è parlato. Alla soglia della tredicesima stagione però, è lecito chiedersi quando arriverà il tanto atteso “lieto” fine. Ecco di seguito alcuni motivi per cui tredici stagioni, a nostro modesto parere, sono abbastanza.

#1 – CAST STRAVOLTO NEGLI ANNI

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Dall’episodio pilota della prima e sperimentale stagione, tra incidenti – catastrofi – partenze, abbiamo visto sparire più della metà dei personaggi. Non è chiaro il motivo, ma quello di Grey’s Anatomy è l’unico ospedale al mondo in cui muoiono più medici che pazienti!

2 – TRAMA ORMAI ALLA DERIVA

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A risentire degli addii e dei nuovi arrivi è stata indubbiamente la narrazione. Ne sono successe di ogni – ai limiti dell’assurdo. Inizialmente vedere una dottoressa costretta a tenere ferma una bomba dentro il corpo di un paziente ci sembrava pura follia, adesso è ordinaria amministrazione; ci stupiamo anzi se in sala operatoria tutto fila liscio!

3 – L’ASSENZA DI SANDRA OH E PATRICK DEMPSEY

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Entrambi i due personaggi più iconici della serie, insieme a Meredith. Cristina Yang ci ha fatto ridere ed emozionare al tempo stesso per poi liquidarci e fuggire in Svizzera alla fine della decima stagione. La morte di Derek Shepherd invece ( che ci è stata spoilerata persino dai tg nazionali!), sembrava il presagio – poi deluso – di una conclusione.

4 – LA DISPERAZIONE DIVENUTA CINICA APATIA DI MEREDITH GREY

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La morte del marito della dott.ssa Grey ha stravolto l’asse centrale del racconto. La loro storia tormentata insomma. La fine di tutto ha portato Meredith ad essere solo ed esclusivamente un’odiosa rompipalle. E gli unici a risentirne chi sono? quegli sfigati degli specializzandi appena arrivati. Per di più a farla irritare ci si mette il fatto che per ogni anno che passa scopre di avere una nuova sorella. Altro che beautiful, legami parentali così non li trovi neanche in Settimo Cielo!

5 – PREVIDIBILITA’ DELLE VICENDE

Quando un nuovo dottore mette piede in quel caos di chirurghi e infermieri, e nel caos generale guarda per un solo istante una dottoressa a caso: hai già capito dove andranno a parare. Insomma … prevedibile.

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6 – MANCANZA DI COMICITà RISPETTO ALLE ORIGINI

Che fine hanno fatto le prese in giro di Karev verso O’Malley? Che fine hanno fatto gli sfottò della Yang verso ogni essere vivente? Che fine hanno fatto i balletti no-sense tra Meredith e Cristina? Tutto è diventato tetro, assurdo: piangono per le cose belle e ridono per le disgrazie!

7 – ECCESSO DI CATASTROFI

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Questo benedetto ospedale non riesce a stare per più di 5 episodi senza imbattersi in una sciagura. Nel giro di qualche anno ha subito tempeste, bombe, psicopatici armati che si aggirano con tranquillità tra i reparti, disastri aerei e chi più ne ha più ne metta. In tutto questo l’unico che non lo abbatti neanche con la sedia elettrica è il più anziano, Richard Webber.

8 – I RIMPIAZZI

La cosa peggiore dei cambiamenti al cast, è la vana speranza di introdurre un nuovo personaggio che ci faccia dimenticare del precedente. Per esempio a Izzie è seguita Jo; nella vita di Cristina in sostituzione di Burke è arrivato Owen Hunt (forse l’unica sostituzione che per simpatia e ironia sia riuscita). Nel frattempo l’ospedale ha cambiato quattrocento cardiochirurghi e trenta primari di chirurgia: tra poco per decidere chi resta dentro e chi và fuori si passa al televoto, come al Grande Fratello.

9 – CERTI PROBLEMI DURANO COSì TANTO CHE TI DEVIANO IL SISTEMA NERVOSO

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Da quanto tempo April e Jackson ci tormentano con la storia dell’Iraq? Saranno minimo due stagioni. Lei voleva andare in guerra e adesso è tornata, vogliamo seriamente continuare a discutere circa i precedenti?! Daje.

10 –SERVE UN PUNTO D’ARRIVO

Tredici stagioni sono belle e buone per capire che forse è il momento di fermarsi qui. Di opere portate troppo alla lunga ce ne sono tante, e ognuna di esse è arrivata a tal punto da diventare la ridicola copia di sé stessa. Non è meglio chiudere adesso? Shonda, please.

di Lorenzo Di Pietro

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2 Comments

  1. Tutto vero. Ma la fine di grey’s é la fine di un’era e io non sono psicologicamente pronta ahahah
    Scherzi a parte, penso di non essere l’unica a guardare le puntate di questa stagione sperando nel ritorno di qualcuno. Che sia la Torres, la Yang, Izzie… Fa lo stesso, basta che sia qualcuno che ci riporti al vecchio grey’s.
    E invece no, alla fine di ogni singola puntata segue un sospiro ed un “niente, neanche stavolta”
    Bello finché dura, ma insomma…….

    1. Eh giá, il vecchio Grey’s rimane un capolavoro! Adesso vediamo che combina la cara Shonda con questa trama ahahah

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