Animali fantastici e dove trovarli

Dopo aver traghettato bambini nell’età adulta con la storia di Harry Potter, J.K. Rowling non si è fermata un secondo a dormire sugli allori. Tra libri firmati con pseudonimi, beneficenza e pièce teatrali, la scrittrice britannica, ormai famosissima, ha deciso di adattare per il grande schermo un breve pseudobiblium della biblioteca di Hogwarts, Animali fantastici e dove trovarli. Scritto e pubblicato per beneficenza, il libro è una raccolta di creature magiche, un corto e simpatico volume di cui mai ci si sarebbe aspettato un adattamento. Partendo da lì, tuttavia, la Rowling crea una sceneggiatura originale, spostandosi dall’Inghilterra Potteriana agli Stati Uniti degli anni ’20, ampliando maggiormente il suo wizarding world. Ci troviamo infatti al seguito di Newt Scamander, magizoologo in viaggio per catalogare le creature fantastiche e racchiudere i suoi studi in un libro. Approdato sulle coste americane si troverà invischiato nel precario equilibrio tra maghi e no-mag, i babbani statunitensi, messo in pericolo da sospetti e incidenti. Tutto questo mentre alcune creature riescono a scappare dalla valigia di Newt.

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Animali fantastici e dove trovarli dice addio alle atmosfere scolastiche di Hogwarts per addentrarsi in un Nuovo Mondo non solo geografico, ma di usi e costumi che coinvolgono la vita di maghi e streghe. Il frutto della commistione di incantesimi, proibizionismo e swing è un’atmosfera piacevole, frizzante, divertente, un ritorno e al tempo stesso una partenza per un’altra avventura suggestiva. La linfa di quest’avventura sgorga da una Rowling riflessiva, a tratti cupa, portavoce della lotta fra bene e male tanto nella società quanto dentro ognuno di noi. La scrittrice inglese è una speleologa delle emozioni, ma non si può dire che la sua sceneggiatura sia un successo totale. Il film parte lento, con una prima mezz’ora che tarda a ingranare, risollevandosi in una seconda parte di ottimo intrattenimento, incantevole e vivace. Tuttavia qualcosa sembra mancare all’inizio di questa pentalogia, qualcosa che a J.K. Rowling è sempre venuto naturale come respirare: il mistero, la profondità delle relazioni fra i personaggi, l’interesse sviluppato dalle porte lasciate aperte. Qui quasi tutto viene spiegato e si perde la sensazione accattivante delle domande lasciate insolute, che contribuivano a creare un mosaico di indizi perfettamente incasellati.

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Difetti minori che certo non minano la qualità di quello che rimane un buon film, sebbene David Yates, con la sua regia piatta e a tratti goffa, non riesca a valorizzare appieno il potenziale di ciò che ha davanti. La fantasia e l’immaginazione che strabordano dalla storia paiono metterlo in difficoltà e il risultato sono soluzioni criticabili, quando forse sarebbero bastate, in alcune scene, inquadrature ampie, ossigenanti e meno ballerine. Insomma, alti e bassi nel ritorno al wizarding world, scelte discutibili e ritmo altalenante. Dovremmo considerarlo una misera sufficienza, ma faremmo torto a un fattore dell’equazione che non va sottovalutato: la meraviglia. Animali fantastici e dove trovarli è la continua scoperta di un mondo che già conosciamo, ma che si schiude davanti allo spettatore come fosse la prima volta. Le creature sono folli, divertenti, maestose e bellissime, il potere immaginifico di J.K. Rowling è lasciato libero di esplodere, incantando. Le potenzialità per essere una grande saga ci sono tutte, adesso manca solo il coraggio di osare.

di Manuel Leale

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