Renzi e l’arte della guerra

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“La guerra è di somma importanza per lo Stato: è sul campo di battaglia che si decide la vita o la morte delle nazioni, ed è lì che se ne traccia la via della sopravvivenza o della distruzione. Dunque è indispensabile studiarla a fondo.” Lo diceva più di 2.000 anni fa Sun Tzu, nel suo libro “l’arte della guerra”. Ma non voglio parlare di Sun Tzu (trovate ovunque su internet informazioni, come trovate free il suo libro), ma della guerra in corso, la guerra eterna della politica italiana.

La politica italiana infatti è perennemente in guerra, oggetto del fuoco incrociato di populisti, demagogi, uomini forti, e abili manovratori.
Abbiamo vissuto guerre condotte dai generali più disperati, dalle speranze su Di Pietro, le illusioni di Prodi, all’innamoramento per l’uomo imprenditore vincente B., agli uomini che dovevano salvarci e sopra ogni sospetto (il dott. Monti, ma per chi se lo ricorda anche Dini), fino ai giovani rampanti più o meno spavaldi (in ordine inverso Letta e Renzi).

Ma la guerra è sempre persa, nell’incapacità di dare una svolta a un paese quasi ingovernabile, compromesso tra poteri immutabili (l’apparato burocratico, la salvaguardia della “casta”), presunti poteri occulti (la Merkel?, l’Europa), demagogi a volte veramente folli (Salvini e Grillo) e rabbia e vendette trasversali (parliamo di D’Alema) addirittura tra amici (famoso il “stai sereno”)

Che dire?
Renzi ha voluto una guerra, e l’ha persa, una guerra prima impostata su sé stesso (si credeva nel cuore degli italiani), che poi ha cercato di portare verso un referendum sull’azione di governo quando cambiare la costituzione di uno stato è una cosa veramente diversa da una azione di governo).
Renzi ha peso in pieno: considerato il corpo totale degli elettori, il 30% si è astenuto, il 20% Si, il 40% no. I no sono doppi rispetto al SI. Una vera sconfitta.

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( Il viso di Matteo Renzi durante la conferenza stampa dopo lo schiacciante esito negativo – Ph. Il Sole 24 ore )

Come giudicherebbe Sun Tsu la strategia di Renzi?

Sun Tsu consigliava prima di intraprendere una guerra sette elementi di valutazione che il capo dello stato avrebbe dovuto considerare: “Il primo degli elementi fondamentali è il Tao; il secondo è il clima; il terzo è il terreno; il quarto è il comando; il quinto è la dottrina.” Continua specificando meglio “Col termine Tao, intendo tutto ciò che induce il popolo ad essere in armonia coi suoi capi, per la vita e per la morte, sfidando anche il pericolo estremo.” Che dire… la guerra scatenata del SI e del NO ha rivisto lo stato, nettamente, almeno quanto la Nostra Costituzione lo aveva diviso, creando un clima di ultimatum, confondendo la riforma con un plebiscito sull’azione di governo. Continua Sun Tsu: “Col termine clima, intendo l’azione complessiva delle forze naturali: il freddo in inverno, la calura in estate e la necessità di condurre le operazioni in armonia con le stagioni.”
Ma anche il clima sociale, scosso dalla crisi, non ha capito cosa centrasse il referendum sui bisogni forti generati da una crisi profonda, una crisi che ha portato via dall’Italia dal 2008 il 25% della produzione industriale; il nesso tra riforma della costituzione e rilancio economico, e quindi con i veri problemi degli italiani, è sembrato lontano e mai sincero, quando era facile per l’opposizione insinuare il dubbio di forze occulte.
E poi ancora… “Col termine terreno, intendo le distanza, e se il territorio da percorrere è agevolo o arduo, se è ampio o ristretto, e le eventualità di sopravvivenza o di morte che offre.”
E che terreno ha scelto per la battaglia? La costituzione? Una costituzione che lo stesso partito di Renzi aveva definito intoccabile, una costituzione di cui fino al giorno prima si vantava la bellezza; terreno arduo, ristretto…
“Col termine comando, intendo le qualità di saggezza, rettitudine, di umanità, di coraggio e di severità del generale.” Che dire. Ho già citato lo “stai sereno”, umanità, ma la boriosità e l’atteggiamento da spaccone non hanno dato certo l’idea di un comando saggio, retto, umano…
“Col termine dottrina militare, intendo l’organizzazione e il controllo, la nomina di ufficiali adeguati al grado, ossia la gerarchia, e la gestione dei mezzi di sussistenza necessari all’esercito, ossia la logistica.” Anche qui, non si è mai avuto l’idea che ci fossero persone adeguate a sostenere la battaglia, e l’azione…gaffes, svarioni, superficialità non sono mancate dando l’idea che il governo fosse più un aggregato che un gruppo. Un gruppo tenuto in pugno (e parlo soprattutto della sinistra PD) con minacce e diktat che si è preso la sua soddisfazione, vendicandosi nella battaglia finale tradendo il loro generale (il D’Alema raggiante ne è la più alta espressione). Sun Tsu conclude: “Non può esservi generale, se non conosce i cinque elementi fondamentali. Chi li padroneggia, vince; chi non se ne cura, è annientato.” Già, che dire. Sun Tsu avrebbe potuto essere una buona guida. Se aveste voglia di continuare la lettura dell’”arte della guerra” rileggendola in funzione della strategia di Renzi potreste aggiungere altre riflessioni, oltre che arricchire le vostre conoscenze di un bel libro.

Comunque ammetto che è facile ironizzare come ho fatto su una sonora sconfitto, ma badate bene, è molto più scontato dire “adesso tocca a voi”, lavandosi le mani del fatto di avere commesso un reato di “distrazione di massa” pensando di illudere tutti convincendo che il male del paese fosse la costituzione. Chi deve lavorare da domani è una classe che deve decidersi ad affrontare i problemi del paese guardandoli in faccia, riformandolo dove serve, dotandolo di una legge elettorale lungimirante e solida fatta non in base ai sondaggi politici del momento, ma sulla base della tutela della governabilità con un sano principio di controllo da parte delle opposizioni.
Chissà che prima o poi arrivi il tempo di iniziare a fare vera politica.

di Luciano Chenet

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