#Venerdidarte – Dada. La nascita dell’antiarte

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( Hugo Ball al Cabaret Voltaire )

Dal 2 ottobre al 26 febbraio 2017, il museo Santa Giulia di Brescia ospiterà una mostra per celebrare il centenario dalla nascita del movimento artistico del dadaismo.

Il Dada si sviluppa tra il 1916 e il 1920 in Svizzera, in modo particolare nello storico locale di Zurigo, il “Cabaret Voltaire”, ricostruito in mostra, in cui il 5 febbraio 1916 venne messo in scena uno spettacolo teatrale fondato sul non-senso.

Nel 1918 viene pubblicato il Manifesta Dada, in cui si spiega anche l’origine del particolare nome: gli artisti, appartenenti al nuovo movimento, scelsero il termine “dada” aprendo il dizionario in modo totalmente casuale.
La mostra è curata da Luigi di Corato, direttore della Fondazione Brescia Musei, Elena di Raddo e Francesco Tedeschi, docenti dell’Università del Sacro Cuore, e composta da 270 opere d’arte e documenti, divisi in quattro sezioni.

( Gift di Man Ray 1921 )
( Gift di Man Ray 1921 )

L’esposizione inizia con una serie di disegni e volantini, ideati degli artisti, con lo scopo di far conoscere e presentare la nuova forma d’arte che stava prendendo vita nel cuore dell’Europa.
Tra gli artisti più importanti che si trovano esposti possiamo notare il grande Marcel Duchamp, Man Ray e Hugo Ball, di cui abbiamo una sua foto travestito durante uno dei famosi spettacoli teatrali messi in scena al “Cabaret Voltaire”.

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( Indistructible object di Man Ray 1923 )

La sezione della mostra più interessante riguarda i readymade di Duchamp e Man Ray. Il “readymade” è un prodotto artistico creato dall’assemblaggio di diversi oggetti con lo scopo di dar vita a qualcosa di nuovo, che non deve necessariamente avere un senso, come “Indestructible Object” di Man Ray, un metronomo con un occhio incollato sull’asta.

Il Dada fu un movimento artistico di protesta, che cercò di staccarsi da tutte le regole che all’inizio del ventesimo secolo riempiono il mondo dell’arte. L’unica regola che veniva veramente rispettata dai dadaisti era che niente doveva avere un senso. Questa rivoluzione artistica influenzerà sia gli artisti contemporanei che quelli futuri.

di Valentina Musatti

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