#SpecialeReferendum, perché voto Sì!

Per il nostro #SpecialeReferendum, tra oggi e domani pubblicheremo delle lettere scritte da sostenitori del e del No al referendum di domenica 4 dicembre, conl’obiettivo di confrontare pro e contro di questa riforma costituzionale. Cominciamo con un sostenitore del Sì…

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Caro Direttore,

ho studiato le modifiche alla Costituzione, oggetto del referendum del prossimo 4 dicembre, e mi sono convinto che si tratta di cambiamenti che vanno nella giusta direzione. Si sarebbe potuto far meglio? Certo! Ma è comunque un passo avanti. Il meglio… è nemico del bene!

Molte sono a mio avviso le ragioni per il Sì:
– Una sola camera che dà la fiducia, invece di due che hanno spesso differenti composizioni politiche
– La fine di tanti pingpong tra Camera e Senato, e di decreti come il “milleproroghe” dove si infila di tutto pur di accontentare il singolo parlamentare
– I 315 senatori ora ben remunerati che non ci saranno più.
– Un Senato delle Autonomie che rappresenterà regioni e comuni
– Lo stop a sprechi e mal gestioni delle regioni: alle virtuose sarà data più autonomia, alle sprecone meno
– L’eliminazione del Cnel
– Referendum con un quorum più basso (con 800.000 firme, con 500.000 come ora)
– L’obbligo di discutere le leggi di iniziativa popolare
– Il limite agli stipendi dei consiglieri regionali e eliminazione dei rimborsi ai loro gruppi
– …

Ma la “ragione” più importante è la direzione che finalmente si prende: s’inizia a tagliare i privilegi!
L’Italia è soffocata da una massa di privilegi. Stipendi stratosferici, Pensioni d’oro, Carrozzoni pubblici dove si incassa tanto e non si produce nulla (come il Cnel),… sono ingiustizie inaccettabili! Ma sono pure il pantano che succhia risorse e impedisce ogni rinnovamento.

Il Sì indica perciò la giusta direzione, è un messaggio chiaro alla “casta”: si cambia!
Perché se invece vince il no, nulla cambia, e soprattutto nulla cambierà! Non lasciamoci ingannare da tanti sostenitori del no: non hanno fatto niente fino ad ora e non faranno niente neppure domani.
E se nulla cambia… la casta ringrazia!

di Francesco Vai

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3 Comments

  1. Speriamo che vinca il Sì e si prosegua poi sulla strada di eliminare le sacce di privilegi, soprattutto per i giovani! Se no questo Paese è finito.

  2. 1. «C’è una soglia che deve essere rispettata in modo assoluto. Questa soglia sarebbe oltrepassata da ogni modificazione che si volesse apportare ai diritti inviolabili civili, politici, sociali previsti dalla Costituzione. E così va pure ripetuto per una qualunque soluzione che intaccasse il principio della divisione e dell’equilibrio dei poteri fondamentali, legislativo, esecutivo e giudiziario, cioè per l’avvio, che potrebbe essere irreversibile, di un potenziamento dell’esecutivo ai danni del legislativo ancorché fosse realizzato attraverso referendum che potrebbero trasformarsi in forma di plebiscito». Giuseppe Dossetti 1994 …ma forse è troppo difficile per molte persone abbandonare i rassicuranti quanto vuoti slogan del sì. IO VOTO NO.

    1. Io non parlo per slogan. La riforma non tocca assolutamente la divisione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Basterebbe leggerla, basta un’oretta. Invece è più facile spargere bufale, come il pericolo di un autoritarismo. Pericolo smentito persino dai “costituzionalisti” del no.

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