Il nuovo iter legislativo e rapporto Stato-Regioni

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Secondo appuntamento con il nostro #SpecialeReferendum tutto dedicato alla riforma costituzionale portata avanti dal presidente Matteo Renzi e dal suo governo. Oggi illustreremo tutte le modifiche che saranno introdotte per la riforma dell’iter di formazione per le leggi ed il nuovo rapporto Stato-Regioni.

Approvazione delle leggi. L’iter di stesura delle leggi viene radicalmente complicato: diventano da sette ad una decina le modalità previste di approvazione di una norma. In tal modo presumibilmente aumenteranno i ricorsi davanti alla Corte costituzionale. Dire «una decina» è veramente approssimativo, vista la difficoltà di comprendere fino in fondo il numero preciso dei procedimenti legislativi introdotti dalla riforma. Secondo il professor Azzariti sono sette: bicamerale paritario; monocamerale con intervento eventuale del Senato; non paritario rafforzato; non paritario con esame obbligatorio per le leggi di bilancio e rendiconto consuntivo; disegni di legge a «data certa»; conversione dei decreti legge; leggi di revisione costituzionale. Da aggiungersi un procedimento “speciale” ovvero quello relativo all’approvazione delle leggi elettorali, attraverso il quale si prevede una possibilità di controllo preventivo da parte del Palazzo della Consulta. Secondo una diversa classificazione, invece, i provvedimenti legislativi passerebbero da sette a dieci: procedimento di tipo bicamerale paritario; procedimento monocamerale; procedimento di tipo monocamerale rinforzato (per leggi approvate in forza della cosiddetta «clausola di supremazia»); procedimento relativo ai disegni di legge sul bilancio; procedimento abbreviato per ragioni di urgenza; procedimento «a data certa»; procedimento di approvazione delle leggi di conversione dei decreti legge; procedimento conseguente alla richiesta del Senato ex art. 71, comma 2 della Costituzione; procedimento relativo alle proposte di legge di iniziativa popolare; procedimento riguardante la disciplina dell’elezione dei membri di Camera e Senato. Piccola nota: anche il ministro Maria Elena Boschi durante un comizio fece fatica a spiegare agli spettatori presenti questi punti della riforma che lei stessa aveva sottoscritto! Di seguito la foto che confronta il vecchio articolo 70 e quello nuovo che dovrebbe essere introdotto con la riforma:

art70Giudizio preventivo di costituzionalità. Introdotto il giudizio preventivo di costituzionalità sulle leggi elettorali delle due Camere: verrà riconosciuta a un terzo dei senatori o ad un quarto dei deputati la possibilità di sottoporre alla Corte costituzionale le leggi elettorali prima della loro promulgazione. La Consulta inizialmente si oppose a questa decisione poiché non è stato ancora definito il rapporto che si avrà tra questa nuova competenza (sindacato in via preventiva) e quella attualmente svolta (sindacato in via successiva). Quindi analisi di legge elettorali in diversi e secondari momenti.

Voto data certa. All’articolo 72 si introduce nuovo tassello a favore dei disegni di legge presentati dal governo. L’esecutivo potrà chiedere alla Camera che un ddl per l’attuazione del programma governativo si iscritto con priorità all’ordine del giorno e votato entro 70 giorni. Non rientreranno in questa particolare casistica le leggi approvate da entrambi i rami del Parlamento, le leggi elettorali, le leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali e quelle che richiedono maggioranze qualificate.

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Legislazione concorrente Stato-Regioni. Il nuovo articolo 117, che delinea le competenze legislative tra Stato e Regioni, abolisce la cosiddetta «legislazione concorrente» tra i due, definita dalla riforma del Titolo V del 2001. Alcune materie torneranno esclusivamente di competenza statale: grandi reti di trasporto e navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; promozione della concorrenza; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; tutela della salute; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione e formazione professionale; politiche sociali.

Clausola di supremazia statale. Importante novità introdotta dalla riforma: tale clausola fa sì che, per tutelare l’unità giuridica o economica della Repubblica italiana o dell’interesse nazionale – su proposta del governo, che se ne assume la responsabilità – la legge statale possa intervenire anche in materie di competenza esclusiva delle Regioni (art. 117, comma 2).

Regioni a Statuto speciale. La riforma non scalfisce alcun privilegio delle Regioni a Statuto speciale alle quali non verranno toccate le competenze.

a cura di Mattia Barcella

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