James Charles: un cover boy per Covergirl

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«Sono gay (che scandalo!). Spero che vi piacciano i miei video. Se è così, iscrivetevi».
Con queste parole James Charles, vlogger e make up artist newyorkese di diciassette anni da decine di migliaia di followers, ha inaugurato il suo canale YouTube nel 2013. I suoi video tutorial hanno riscosso successo non solo per l’abilità del giovane di destreggiarsi tra contouring ed effetti horror, ma anche (e soprattutto) per il coraggioso tentativo di minare la convinzione che truccarsi sia una cosa da donne.
Dopotutto, gli uomini giapponesi e coreani già da anni si dilettano nel maquillage, ispirati da idol e popstar con la pelle di porcellana, e vorremmo poi negare l’esistenza di truccatori e attori incipriati nel dietro le quinte dei set hollywoodiani?

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Covergirl, leader del settore cosmetico, cogliendo i segnali del cambiamento in fase germinale, ha aperto la strada al make up genderless scegliendo James come nuovo primo testimonial maschile dell’azienda. Una collaborazione audace e fuori dagli schemi, considerando che in passato il brand aveva sempre utilizzato volti femminili, ma perfettamente in linea con l’obbiettivo onnipresente di portare in scena una realtà non più accessoria, interprete di un messaggio incisivo in grado di abbattere i muri della consuetudine.

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«La decisione di puntare su di me dimostra anche che l’industria del settore non è più soltanto femminile e che stiamo facendo davvero passi avanti per assicurare a tutti le stesse opportunità, non importa la razza, la sessualità o il genere», ha raccontato James, senza nascondere che anche lui, nonostante il coraggio di esporsi e il successo ottenuto, riceve aspre critiche e che non tutti sono ancora pronti ad accettare che a un maschio piaccia servirsi di ombretti e mascara.
Basta curiosare tra le ultime passerelle per capire che tematiche come il rimescolamento dei generi e l’androginia vengono affrontati sempre più spesso, incoraggiando l’insussistenza delle differenze.

Il rosa non è un colore da femmina e le rouche sono adatte anche ai capi maschili. Un uomo può portare una pochette e truccarsi senza che questo lo renda meno maschio. Non sono cose da donne, o da gay, ma piuttosto da millennials: attori di una moderna micro-società liquida, dove i confini di genere fluidi e indefiniti consentono una sperimentazione libera da dogmi e restrizioni.

di Camilla Piccardi

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