“Osate cambiare, cercate nuove strade”

Per la rubrica del mercoledì con #iDiscorsiCelebri, oggi pubblichiamo uno stralcio della sceneggiatura del film “L’Attimo Fuggente” con l’indimenticabile Robin Williams.

Keating: “Un uomo non è molto stanco, è esausto e non usate molto triste, usate… Su

avanti, Overstreet, non dorma!”

Xnox: “Affranto?”

Keating: “Esatto! È affranto, ecco, il linguaggio si è sviluppato con uno scopo, cioè di…

forza Anderson, allora, è un uomo o un’ameba? Vediamo, Perry?”

Neil: “ȅ di comunicare?”

Keating: “Noo, di rimorchiare le donne!”

Tutti ridono.

Keating: “Oggi parleremo di William Shakespeare”.

Disappunto da parte degli studenti.

Keating: “Lo so, alcuni di voi preferirebbero sedersi sulla poltrona del dentista, ma noi

parleremo di Shakespeare, come di un tale che ha scritto cose molto

interessanti. Voi avete visto Shakespeare recitato più o meno così: “O Tito

porta il tuo amico con te!” Ma chi l’ha visto fatto da Marlon Brando, sa che

Shakespeare può essere diverso: “Amici, Romani, concittadini, prestatemi

ascolto”. E cercate di immaginarvi John Wayne in Macbeth che fa: “Bè, cos’è

un coltello quello che vedo di fronte a me?”

Risate.

Keating: “Cane, signore? No, oggi no!

Guardi che un cane fa bene ogni tanto, sa? Uno può fare un pasto completo a

base di cane. Si comincia un credité di dalmata, si continua con un bel cocker

flambé e per dessert un pechinese al pepe rosa. Come stuzzicadenti, usate le

code”.

Keating sale sulla cattedra e…

“Perché sono salito quassù, chi indovina?”

Charlie: “Per sentirsi alto”.

Keating: “No, grazie per aver partecipato. Sono salito sulla cattedra per ricordare a me

stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse e il

mondo appare diverso da quassù.

Non vi ho convinto? Venite a vedere voi stessi, Coraggio, è proprio quando

credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva,

anche se ci può sembrare sciocco o assurdo, ci dovete provare. Ecco, quando

leggete, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate.

Figlioli dovete combattere per trovare la vostra voce, più tardi cominciate a

farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice: ”Molti uomini

hanno vita di quieta disperazione”, non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non

affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Ecco, così, bravo Prisky,

grazie, sì.

Osate cambiare, cercate nuove strade! Allora, in quanto agli esercizi, vorrei

che componeste una poesia, tutta vostra, un lavoro originale. La, la, la, sì, una

poesia e dovrete leggerla ad alta voce di fronte alla classe, martedì, giovanotti.

Ah, senta Anderson, non creda che non sappia che questo compito le fa una

paura del diavolo, vecchia talpa”.

latimo-fuggente-scena

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