Anthony Vaccarello at Yves Saint Laurent

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Cambiamento. In una sola parola si può descrivere una delle settimane più importanti per l’industria moda. Louvre, Tour Eiffel e Ladurée sono solo la ciliegina di una torta che in Parigi racchiude ingredienti decisamente nuovi.

Due italiani e mezzo hanno preso il timone creativo di tre delle più storiche e importanti case di moda. L’ex coppia di Valentino, Chiuri e Piccioli, si separa permettendo un cambio di generazione mai visto prima: una donna al comando di Dior. Pierpaolo Piccioli resta da Valentino regalando una collezione che stupisce il pubblico. Figlia diretta di Dior, Saint Laurent, abbandonata da Slimane, trova in Anthony Vaccarello tutto ciò di cui aveva bisogno.

Una grande metafora, quella del cantiere, a simboleggiare la costruzione – o meglio ristrutturazione – di una delle più amate e discusse fashion house. Un cambio di rotta che nel rinnovamento riporta all’antico splendore YSL.
Anthony Vaccarello, forte dall’esperienza in Versus, ci invita nel cantiere più glamour che ci sia, in cui, tra cemento e gru, pone le fondamenta di una nuova direzione creativa che non rompe gli insegnamenti a cui siamo stati abituati.
Gli eighties restano in modo preponderante in una collezione che stupisce, fin dalle prime uscite, un front row dalle personalità più influenti: Anna Wintour, Lou Doillon, Jane Birkin e non ultimo Pierre Bergé.

2“Anthony Vaccarello bilancia impeccabilmente nelle proprie silhouette elementi di femminilità provocante e di acuta mascolinità. Anthony rappresenta la scelta naturale per esprimere l’essenza della maison Yves Saint Laurent”, dichiara Bellettini CEO della maison.
Il contrasto black and white, fil rouge dell’intera collezione, rispecchia quei valori storici ma al tempo stesso attualissimi come l’eccentricità e la voglia di modernità. Sicura di sé, ricercatrice di stile e sexy è la donna che Anthony pensa per la prossima primavera estate.

3Scollature profonde in abiti in pelle inguinali dai richiami punk-rock, alternanza di tessuti diversi come chiffon e pizzi, a chiodi in pelle e denim, la rivisitazione del tailleur maschile in chiave super sexy sono segnali di un cambiamento positivo in cui lo stile del nuovo designer si lega con l’eccellente lavoro del suo predecessore, ormai segno distintivo del brand.

di Edoardo Andrini

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