Schiele

Egon Schiele nasce in un paesino vicino a Vienna il 12 giugno 1890. Dopo la morte del padre, che segnerà tutta la sua esistenza, entra nell’Accademia di Belle Arti di Vienna grazie ad uno zio facoltoso che riconosce in lui un certo talento per la pittura. Nella grande città austriaca, il giovane Egon riesce a venire in contatto con le maggiori avanguardie del periodo e decisivo fu il suo incontro nel 1907 con Gustav Klimt, che lo influenzò enormemente e lo introdusse all’Espressionismo viennese. Nonostante la morte prematura (morirà a 28 a causa di un’epidemia di febbre spagnola), l’artista ci ha lasciato un ricco corpus di opere.

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Nei suoi dipinti, Schiele cerca di rappresentare il suo io interiore, i suoi turbamenti e il suo dolore attraverso autoritratti in cui deforma il suo corpo e il suo volto, con “Il profeta” del 1911.

Tra le sue opere troviamo soprattutto figure di donne e uomini nudi, stilizzati, spesso abbracciati o in posizione erotiche. A causa dei suoi nudi ritratti in posizioni promiscue, Schiele venne spesso criticato dall’opinione pubblica dell’epoca.
I suoi personaggi sono disegnati con tratti taglienti, toni caldi e i dettagli messi in evidenza attraverso contrasti di colore molto forti.

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Uno dei nudi più interessanti dipinti dall’artista è “Nudo femminile con calze verdi” (1912) nel quale viene ritratta una ragazza nuda, che indossa solamente un paio di calze verde acqua, ma quello che più mi colpisce è il suo sguardo vitreo e triste che si posa direttamente sull’osservatore del dipinto.
Una delle caratteristiche principali del pittore è il modo che ha di disegnare le mani: sono rappresentate in posizioni innaturali, statiche e rigide, spesso con le dita unite tra loro, quasi come se il personaggio non potesse muoverle.

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Oltre al corpo umano, Schiele si dedica anche a dei paesaggi, come “Barche a vela con acqua increspata” del 1907, nel quale ritrae le barche nel porto di Trieste.
Egon Schiele è uno degli artisti più affascinanti e controversi, per i temi che affronta e per il modo in cui affronta, del Novecento, e grazie al suo stile asciutto riesce a mettere la sua anima sulla tela.

di Valentina Musatti

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