#LaNostraStoria – Il costo della salute

Per la rubrica #LaNostraStoria, ripubblichiamo oggi l’articolo di Stefania Quarantelli su inquinamento e ambiente.

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“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]” recita l’articolo 32 della nostra Costituzione. Parole sacrosante che rimangono disattese considerando che ci troviamo di fronte ad un vero e proprio avvelenamento della nostra Penisola.

E’ Legambiente a rilevare, in un rapporto del 2014, che sono 180.000 gli ettari di terreno altamente inquinato. Trivelle, centrali, inceneritori, grandi opere: tutto lascia un segno immediato sul nostro territorio, un segno in crescendo, sempre più temibile, sulla nostra salute.

E la politica fa qualcosa per onorare i principi della nostra Carta Costituzionale, come il succitato a tutela della salute pubblica? Pare proprio di no, sembra che l’unico principio che muova il tutto sia il profitto. Con lo Sblocca Italia di Renzi infatti, le cose andranno anche peggio. Sì, perché il governo ha intenzione di raddoppiare l’estrazione di gas e petrolio ed attivare nuovi inceneritori ( vi ricordo che la Lombardia è la regione più numerosa, ne vanta ben 13 che oggi bruciano 2,6 milioni di tonnellate l’anno a cui, con lo Sblocca Italia, si potrebbero aggiungere altri 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti.)

Mi chiedo perché non ci sia uno sguardo lungimirante sul futuro, per il bene del pianeta, nostro e delle nuove generazioni. Come detto da Latouche, insigne economista francese, non possiamo continuare a credere in una crescita infinita in un mondo finito. Dobbiamo pensare ad un nuovo paradigma. Diminuire i rifiuti, riutilizzare, riciclare, puntare sull’energia alternativa.

Pensiamo alla situazione della Basilicata. Una regione con pochi abitanti, ma ampi spazi verdi, molti corsi d’acqua, terre feconde per l’agricoltura e una condanna: essere una delle zone d’Europa con la maggiore concentrazione di giacimenti di idrocarburi. Ed ecco l’idea nefasta che si fa strada con il benestare dello Sblocca Italia: aumentare le trivellazioni (attualmente i pozzi attivi sono 27) fino ad interessare 95 comuni lucani. Non importa il fatto che nei siti di trivellazione (è il caso della diga del Pertusillo, che fornisce acqua alla Puglia per circa il 65%) si siano riscontrate morie di pesci e analisi chimiche abbiano evidenziato un’elevata presenza di idrocarburi, sali, cloruri, metalli pesanti, tutte sostanze altamente tossiche per la salute. Non importa se aumentano i casi di mortalità per tumore o per malattie legate all’apparato respiratorio vicino agli impianti petroliferi e petrolchimici ( dati del progetto Sentieri- studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento promosso dal Ministero della Salute e coordinato dall’istituto superiore di sanità). Non importa se per ottenere un quantitativo di petrolio che nel giro di poco sarà esaurito, sarà stata devastata una regione e oltraggiati i suoi abitanti. E’ evidente che di fronte al guadagno la salute dei cittadini viene posta del tutto in secondo piano. Varrebbe invece davvero la pena che l’opinione pubblica e la nostra classe politica si fermassero un attimo a riflettere circa la velocità verso la quale ci stiamo schiantando contro un muro.

L’idea di sviluppo che ancora vige è ormai obsoleta e ci porterà solo danni. Eppure non mancano gli inviti da parte del mondo scientifico a cambiare rotta. Un gruppo di docenti e ricercatori dell’università e dei centri di ricerca di Bologna, per esempio, ha presentato al governo un appello che propone un modello di sviluppo orientato all’affrancamento dal consumo dell’energia fossile. Come detto da Marco Cervino, fisico del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in una intervista a Terra Nuova (mensile per l’ecologia della mente e le buone pratiche) : “ Probabilmente c’è ancora petrolio sotto la crosta, ma è sempre più difficile da raggiungere, con costi energetici e ambientali troppo elevati. E’ decisamente arrivato il momento di orientarci verso l’energia solare e il suo utilizzo equilibrato e democratico.”

Apriamo gli occhi quindi, le orecchie e il cuore e inorridiamo dinnanzi ai danni ecologici che comportano perdite ingenti per il pianeta, problemi enormi per la salute delle generazioni attuali e future e reagiamo a questo sopruso sociale!

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1 Comment

  1. Come non si può condivedere questo articolo e sperare che i nostri politici chiacchieroni facciano finalmente qualcosa per il bene di tutti? Vorrei anche sapere in merito alle trivelle: come mai nessuno dice mai niente a proposito dei terremoti che a furia di estrarre petrolio, soprattutto in un territorio già sismico per natura, possono aumentare?

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