Ci sono luoghi in cui si cresce. Naturalmente.

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“Ogni giorno succedono piccole cose,
tante da non riuscire a tenerle a mente
nè a contarle, e tra di esse si nascondono
granelli di una felicità appena percettibile,
che l’anima respira e grazie alla quale vive.”

Banana Yoshimoto – Un viaggio chiamato vita

Mese di settembre, sapore di rinnovamento.
Un insieme di sensazioni e percezioni, i mesi freddi, le gelate sui tetti delle macchine, le influenze dai nomi esotici ma anche quella metamorfosi da spensierata cicala ad attenta formichina, che misura chicco per chicco, goccia per goccia.
E cosi mi ritrovo a parlare di una vita a piedi scalzi, nudi: la mia vita con le scelte, le decisioni prese senza pensarci troppo e gli amori senza orizzonti, quella linfa vitale che abita ogni mio risveglio, la carica di positività che tenterò di trasmettere ai battiti dei vostri cuori. Bisogni nascosti nei cassetti immaginari della nostra anima. Una filosofia di vita che forse accomuna tutti noi sognatori in attesa nel vagone giusto, della fermata perfetta o “semplicemente” della presa di coscenza che siamo solo ospiti in questo mondo, su questa nostra Terra.

Un passo lieve sul mondo che nasce da una scelta etica: ho sempre amato gli animali e fin da piccina non capivo perchè me li dessero da mangiare. Ammetto di averci messo forse troppo tempo per realizzarne una risposta semplice ma allo stesso tempo altrettanto complicata. Crescendo ho aquistato sempre più consapevolezza, tale consapevolezza continua ancor oggi, giungenfo ad approfondire temi come un’alimentazione sana e consapevole e la mia scelta di essere vegetariana. Fino alla grande fortuna di entrare a far parte del mondo biologico lavorando per chi da anni cerca di sensibilizzare l’uomo verso temi come la salute nostra, degli animali e della stessa Terra. Trasmettere la cultura della sana alimentazione e della cura della terra e della natura, contribuire alla realizzazione di un futuro dove l’Uomo è consapevole del proprio ruolo e della propria responsabilità nella relazione con gli altri uomini e nel contributo d’amore verso la Terra e verso tutti gli esseri della Natura: essere BIO PER VOCAZIONE, contribuendo a NUTRIRE IL PIANETA.
Ammetto che si tratta di un discorso lungo e complicato, a tratti anche sconnesso e forse equivoco e senza un fondo concreto ma per me tutto nasce dal continuo bisogno di saperne di più maturato negli anni. Tengo alla mia salute, ma la mia passione vera e che sta alla base di tutto questo impegno è l’attenzione verso gli altri, verso gli animali e verso quella grande palla blu e verde che ci ospita da ormai troppi anni e che noi torturiamo e non rispettiamo più da altrettanti anni. E tutto parte da un gesto quotidiano e che quotidianamente ripetiamo con passione e piacere, da ogni parte del mondo: il cibo. Il cibo ci ha accompagnato da sempre, ha condotto l’uomo per mano per centinaia di migliaia di anni. Io credo nel VALORE di saper tornare all’amore per le piccole cose, per la terra e per ciò che da essa possiamo ricavare, il gusto genuino dei nonni, quanto l’approccio al cibo era spontaneo e semplice.
Amare la natura è il primo passo. Io amo la natura: l’essere umano è nella natura. Preservare la natura e l’essere umano è alla base di quello che definisco il mio modo di pensare. È la consapevolezza maturata col passare del tempo. Viaggiando capisci che, se vogliamo dare un futuro a questo pianeta, dobbiamo tornare alla natura. Impariamo il valore del biologico, il significato del rispettare la terra e tutto quello che ci dona. Dunque rispettare l’uomo, perché se la terra è sana, l’uomo è sano, se è malata, l’uomo è malato. L’agricoltura che l’uomo cominciò diecimila anni fa era biologica, e l’ha accompagnato per anni.

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Poi tanto per me sta dietro questa mia scelta e questa mia filosofia, cerco di mantenere un visione della vita e del mondo che richiami i valori etici di un certo tipo di responsabilità sociale ed ambientale, un rapporto che non ha nulla a che vedere con la realtà delle “mode alimentari”, ma che questa scelta mostri di essere una vera e propria concezione di vita a 360°.
Ancora ricordo quando, durante il periodo di scout, da brava lupetta rispettavo ciò che il capo branco con amore e pazienza ci insegnava durante ogni caccia. Come amare la natura che ci circonda e ci avvolge, la sensazione dell’erba umida sotto i piedi, rotolare lungo il crinale di una collina di montagna, il risveglio in una tenda umida tra le goccioline che si fanno largo tra la zip della porta d’ingresso. Il rumore del torrente che ti sveglia la mattina e lo scoppiettio del falò che muore la sera. Non disimpariamo a godere della bellezza e dell’incanto della natura in continuo mutamento e impariamo a diventare portatori quotidiani di “rivoluzioni culturali”.
Nella difficoltà nata anche dai piccoli gesti e per non rendere vano il nostro compito sulla terra, nel nostro piccolo possiamo cominciare dalle piccole azioni quotidiane, provando a diffondere e cosi condividere nuove forme di pensiero per un futuro con al centro la salute della terra, dell’uomo e degli animali e la difesa dell’ambiente.

Direi un bel programma per la nuova stagione che arriva!

di Francesca Locatelli

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