Christo and Jeanne-Claude. Water Projects

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“Tutti i nostri progetti hanno una fortissima qualità nomade, che ricorda le tribù che si spostano con le loro tende; usando un materiale fragile si avverte una maggiore urgenza di vedere quello che domani non ci sarà più… nessuno può comprare questi progetti, nessuno può diventarne il proprietario, nessuno li può commercializzare, nessuno può far pagare biglietti di ingresso; nemmeno noi possediamo queste opere. Il nostro lavoro è sulla libertà. La libertà è nemica del possesso, e il possesso equivale alla permanenza. Ecco perché l’opera non può rimanere.”
Christo 1995

“Christo and Jeanne-Claude. Water Projects”, ancora visitabile al museo Santa Giulia di Brescia, ripercorre le straordinarie opere realizzate sull’acqua dai due artisti durante la loro carriera. La mostra è stata pensata con la collaborazione dello stesso Christo che ha tenuto una conferenza nella quale ha parlato della sua vita, della sua arte e di sua moglie Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009.
Per l’esposizione sono stati costruiti dei modelli dei sette Water Projects, e sono documentati attraverso fotografie, disegni e video.
Il primo progetto realizzato sull’acqua è “Wrapped Coast, One Milion Square Feet” del 1969, in cui Christo e Jeanne-Claude hanno impacchettato i 90.000 metri di costa della Little Bay, nei pressi di Sidney.
Un’altra eccezionale opera che si può vedere ricostruita è “Surrounded Island” dove decisero di circondare, con 603.850 metri di tessuti galleggianti rosa, undici isole artificiali poste ad angolo retto fra le tante che affollano la baia di Biscayne in Florida.
Il percorso si conclude con “The Floating Piers”, progetto degli anni Settanta, che ha finalmente trovato la sua realizzazione tra il 2014 e il 2016 sul lago d’Iseo. L’installazione è stata aperta al pubblico per 16 giorni dal 18 giugno al 3 luglio.

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Nel percorso espositivo sono stati inseriti immagini e disegni di altre installazioni create dai due artisti, tra cui anche le tre opere realizzate in Italia: il “Wrapped Fountain” (Fontana impacchettata) e “Wrapped Medieval Tower” (Torre medievale impacchettata) nel centro storico di Spoleto in occasione del Festival dei Due Mondi del 1968, il “Wapped Monument To Vittorio Emanuele” (Monumento a Vittorio Emanuele impachettato) in Piazza del Duomo e “Wrapped Monument To Leonardo” (Monumento a Leonardo impachettato) in Piazza della Scala a Milano nel 1970, e il “The Wall – Wrapped Roman Wall” (Mura romane impachettate) del 1974 a Roma dove Christo e Jeanne-Claude impachettarono le mura romane situate alla fine di Via Veneto, vicino ai giardini di villa Borghese, fatte costruire dall’imperatore Marco Aurelio.

Il carattere eccezionale delle installazioni di Christo sta nel fatto che siano temporanee, ma la prossima, il “Mastaba”, che verrà costruita nel deserto degli Emirati Arabi e consisterà in un parallelepipedo composto da 450.000 barili di petrolio vuoti, sarà l’unica opera permanente che l’artista vuole lasciare.

di Valentina Musatti

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