I fantastici dieci anni della Gilda delle Arti

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La compagnia teatrale bergamasca La Gilda delle Arti festeggerà il 17 settembre prossimo i suoi primi dieci anni di attività; fondata da Nicola Armanni e Miriam Ghezzi, la compagnia produce spettacoli per spettatori di tutte le età e organizza speciali percorsi per bambini, ragazzi ed adulti. Oltre la tradizione teatrale e musicale italiana, La Gilda delle Arti mette in scena anche moderni spettacoli con le più svariate nuove forme espressive che caratterizzano il nostro tempo.

La Gilda delle Arti nasce il 17 settembre 2006 da un gruppo di diciotto ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 20 anni, con l’idea di allestire spettacoli con musica suonata dal vivo. Il nome iniziale della compagnia cercava di descrivere il loro progetto: “ShArt – Show and Art”, spettacolo e arte. Sodalizio tra interpreti giovani e giovanissimi che ha debuttato per la prima volta, dopo circa quattro mesi di prove, con “La magica storia di Belle e la bestia“, una fiaba teatrale per bambini in cui gli attori recitavano a fianco di una piccola brass-band, deputata alla colonna sonora. La tournée si snodava nel circuito dei teatri delle parrocchie della bergamasca e ha contato sette riprese. Nel corso dei successivi cinque anni, la compagnia ha realizzato altre tre produzioni per un totale di circa 40 riprese, coinvolgendo in tutto circa cinquanta ragazzi, tra interpreti e musicisti. Nel 2011 il cambio di nome e fisionomia della compagnia, in La Gilda delle Arti, voluto da una parte dei componenti della compagnia ShArt – Show and Art che ha continuato negli anni a credere che il teatro e la cultura potessero diventare una vera e propria professione: non solo spettacoli, ma anche percorsi di teatro aperti a tutte le età. La Gilda delle Arti nasce non come associazione né come cooperativa, ma come azienda di promozione di cultura e di spettacolo che, a seconda del progetto in corso, si avvale dell’esperienza di vecchi e nuovi colleghi. Ad oggi, la squadra di progettazione è composta da quattro persone, a cui si affiancano circa venti collaboratori di età compresa tra i diciotto e i trent’anni.

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La compagnia propone principalmente spettacoli di prosa, con lo specifico obiettivo di far scoprire al pubblico i gioielli della letteratura teatrale. Per le produzioni degli ultimi due anni La Gilda delle Arti ha preso come riferimento le opere di Moliere, di Shakespeare e di Goldoni, allestendo “L’Avaro senza l’avaro”, “Romeo e Giulietta. Un amore senza lieto fine”, “Molto rumore per nulla” e “L’Arlechì. Il servitore di due padroni”; spettacoli diversi tra loro, ma legati dalla curiosità da far accrescere negli spettatori, grandi e piccini, per la bellezza e per la cultura stessa del teatro.

La Gilda delle Arti è molto attiva anche sul piano della didattica, con lo scopo di trasmettere la passione per le arti di scena alle nuove generazioni: da cinque anni a questa parte, La Gilda delle Arti ha proposto periodicamente corsi per scuole e workshop teatrali, raggiungendo quota 350 partecipanti, e ha allestito dieci diversi spettacoli con gli allievi.

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Un altro aspetto che La Gilda delle Arti ha fatto ancor più sua dopo l’esperienza giovanile “ShArt-Show and Art” è senz’altro l’esportabilità delle produzioni e la semplicità dell’apparato scenico: i loro spettacoli si “adattano” a qualsiasi ambiente di scena, che siano saloni, piazze o teatri veri e proprio. Le scenografie e i costumi fanno davvero l’asso nella manica della compagnia.

Il traguardo dei dieci anni è arrivato, ma la Gilda delle Arti non si vuole affatto fermare. Si punta ad espandere la propria area di risonanza per fidelizzare un nuovo pubblico anche fuori dalla provincia di Bergamo. Inoltre si vuole rafforzare la cooperazione con gli enti territoriali, intessendo relazioni con chi, più di tutti, ha a che fare con giovani e ragazzi, come gli oratori, gli istituti comprensivi e le scuole di musica. Ed infine, ampliare l’offerta degli eventi teatrali e creare una compagnia stabile di attori “under 25”: in questo senso va inteso il progetto “Much a do about nothing”, che nel 2016 ha mosso i primi passi e ha coinvolto giovani di tutta la provincia in un percorso professionalizzante.

di Redazione SMP

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