Cuore Alpino

AlpinoBrignoliG.
Alpino Gianluigi Brignoli

“È la storia di uno,
di uno regolare
che poi l’hanno mandato
a fare il militare
che lui se ne sbatteva
di tutte quelle storie
ma era uno normale
e lo doveva fare.
Asso.”

Sono appena rientrata da qualche giorno passato in alta montagna, a Merano.
Si è trattato di un ritorno sui luoghi della Naja, del consorziato e di amici che in Alto Adige ci sono finiti per forza, non certo per amore. E così in questa sorta di pellegrinaggio che ci ha portato fuori dalle caserme Battisti e Apollonio di Merano prima e poi a Malles Venosta, (dove per la cronaca la caserma Wackernell sede del battaglione Tirano è stata demolita) sono tornati alla memoria un sacco di aneddoti e storie che come al solito con il senno del poi sono sempre più leggeri e divertenti.
A partire dal primo viaggio in treno con destinazione Merano, dove mano a mano che si procedeva sul treno rimanevano le “spine”. L’arrivo in stazione e i primi cazziatoni per gli orecchini, i capelli troppo lunghi, l’abbigliamento sbragato. E poi ancora il Car, il giuramento, la destinazione e come non citare i cari vecchi “nonni”, che con un block e uno sblock ti movimentavano le giornate.
E non solo.

“Son lunghi quindici mesi
in grigioverde lontan da te.
Lontano dalla mia casa,
dal mio paese, lontan da te.”

La Naja non era semplice da affrontare, la famosa cartolina era una bella scocciatura, ma poi i 365 all’alba, uno ad uno passavano e si arrivava alla fine di quell’anno (per molti qualche mese in più, per altri meno) che in effetti una trasformazione da ragazzo ad uomo l’aveva portata.
Il lucchetto attaccato al ponte sul Passirio che sanciva la fine, una sorte di odio e amore infinito, il cappello da alpino lanciato dal treno per lasciarsi alle spalle un mondo fatto di gradi, di regole, di marce, signorsì signore per ritornare finalmente alla vita da civile.
Oggi l’esercito è un esercito di professionisti, uomini e donne che scelgono consapevolmente la vita militare. Un lavoro a tutti gli effetti. E di certo la tecnologia aiuta.
Negli anni 90 si tornava a casa ogni tre mesi, niente cellulare, no Facebook, WhatsApp, o Skype per sentirsi con la morosa, gli amici e i parenti. Le licenze erano troppo brevi per affrontare 300 km in due giorni e così te le passavi in branda ad ascoltare musica nel walkman, oppure a mangiare la pizza nella solita pizzeria del paesino sperduto in cima alla Val Venosta.

“Quando al raduno va un alpino
nel suo cuore c’è tanta emozione
guarda il cielo la sua penna
mentre sfila per il tricolor”

Ricordi, pezzi di vita che riemergono prepotentemente con romantica nostalgia durante le adunate degli alpini. Il merito di questi raduni è quello di far riaffiorare sentimenti sopiti, l’orgoglio di portare un cappello che racchiude in se un significato profondo, che va oltre il giuramento di fedeltà al tricolore.
Probabilmente essere alpini per tutti quei ragazzi che han fatto la Naja non significava nulla, se non un anno sprecato, ma poi alla lunga tutto torna.
L’alpino è un po’ come il buon vino, che più invecchia e più è pregiato.
E nulla togliendo a tutti gli altri corpi militari, l’alpino bergamasco ha una marcia in più, però certo ve lo dice una nipote, moglie e nuora di alpini!

“Aprite le porte
che passano, che passano, aprite le porte che passano i baldi alpin!
freschi e bei, senza schei, bei putei”

E lo spirito alpino (dove per spirito non intendo bevande alcoliche!) è pronto per tornare in città: fra pochi giorni il 9, 10 e 11 settembre, Bergamo sarà invasa pacificamente dalle penne nere per l’adunata sezionale durante i quali si festeggeranno anche i 95 anni di fondazione della sezione.
Mentre da giovedì 1 a domenica 11 settembre presso la sede di via Gasparini è attivo il servizio cucina e l’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza per le popolazioni colpite dal terremoto.
Obiettivo:la realizzazione di progetti specifici per la ricostruzione.
Gli alpini sono così, poche parole, fatti concreti.
Berghem de Sass.

di Fabiola Noris

Clicca qui per info programma Adunata Sezionale 2016

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...