#MusiCorner – Jimmy Page, emozioni attraverso le sei corde

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Il 9 gennaio ha compiuto il suo 72° compleanno eppure non ha ancora perso, come gli altri membri della sua band, la capacità e la voglia di esibirsi. E’ James Patrick Page, conosciuto come Jimmy, chitarrista solista dei Led Zeppelin; considerato uno dei più influenti musicisti delle sei corde della storia del Rock.

Iniziò la sua carriera da turnista, suonò infatti in diverse band insieme ad altri grandi artisti, ma la sua consacrazione arrivò con il debutto con gli Yardbirds prima al basso poi alla chitarra, chiamato a sostituire Eric Clapton; Page non fece rimpiangere l’addio del precedente grande chitarrista imponendo il suo stile e la sua positiva arroganza sul palco che seppe attirare il pubblico, ma la rivalità intestina con Jeff Beck portò allo scioglimento della band. Per quanto riguarda Page l’addio agli Yardbirds portò alla cofondazione dei Led Zeppelin. Insieme a Robert Plant, John Paul Jones e John Bonham Jimmy creò uno dei più importanti gruppi della storia del Rock considerato da molti il fondatore dell’ heavy metal insieme ai Deep Purple ed ai Black Sabbath; gli Zeppelin non si sono mai riconosciuti in questo tipo di musica, ma si può constatare che molti chitarristi odierni del metal fanno spesso riferimento alla figura di Page come punto di riferimento, tra questi Eddie Van Helen, Adrian Smith (Iron Maiden), Joe Satriani, Jamed Hetfield e Kirk Hammett dei Metallica. Le canzoni dei Led Zeppelin sono diventate famose in tutto il mondo in un tempo relativamente breve, ma quella che spicca su tutte fu Stairway to Heaven, pezzo appartenente al quarto e più famoso album ; Page e la sua chitarra Gibson EDS-1275 (chitarra doppia) diventano leggendari dopo l’incisione del brano in particolare per lo straordinario assolo concepito alla fine della canzone; lo stesso chitarrista dichiarerà di aver voluto provare qualcosa di diverso dal solito, qualcosa che richiamasse la sua storia e la storia del gruppo, qualcosa che partisse in maniera fragile con piccoli pizzichi sulla chitarra acustica e che pian piano si imponesse come egli sul palco fino ad arrivare all’atto finale in cui l’assolo diventa il protagonista della scena.

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Non si può che riaffermare le sue parole dato che il sottofondo della canzone porta al suo picco più alto gradualmente e infine si rimane fermi solo ad ascoltare la maestria del chitarrista. Data l’abilità di Page si può affermare che ogni suo singolo assolo è destinato ad attirare l’attenzione, ci si ritrova ad ascoltare in silenzio e a guardare i movimenti spesso veloci e frenetici delle sue dita come se volesse ogni volta dimostrare le sue capacità; in realtà non era il solo all’interno del gruppo ad avere questo atteggiamento, anzi, tutti in qualche modo si mettevano alla prova sul palco creando una sorta di competizione che portava ad un livello estremamente alto la bellezza delle canzoni e l’intrattenimento. Jimmy, consapevole del suo talento non ha però mai fatto riferimento ad esso nelle sue interviste:” la tecnica non conta, io mi occupo di emozioni” dichiarò ad un giornalista; emozioni che vengono trasmesse sulla chitarra, emozioni trasmesse al pubblico soprattutto nei concerti dal vivo grazie ai suoi movimenti, alle sue celebri smorfie ad ogni differente suono come se la chitarra gli parlasse e lui dovesse dare un’opinione. E’ proprio il legame con le emozioni che hanno reso grande Jimmy Page, lo hanno portato ad essere considerato un artista così influente da essere posizionato al terzo posto nella classifica dei più grandi chitarristi nella rivista Rolling Stones dietro soltanto a Jimi Hendrix ed Eric Clapton.

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La cosa che accomuna questi grandi chitarristi è senza dubbio il periodo di attività e di massima fama; ma è soprattutto il fatto di aver saputo inventare qualcosa di nuovo utilizzando sempre il classico strumento. Le chitarre afferma Page sono dotate tutte delle stesse possibilità, sta a colui che le suona capire l’anima della chitarra e renderla unica; così la chitarra di Hendrix è diventata unica per essere stata suonata con i denti, la chitarra di Clapton per aver differenziato il suo stile lungo il suo tempo attraversando diversi generi musicali; e quella di Jimmy Page? Jimmy ha introdotto una nuova parte della chitarra: l’archetto del violino; esso è stato utilizzato in molti dei suoi assoli rendendoli unici, come se le sue dita non bastassero.

di Marco Magoni

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