L’UNICA SPERANZA E’ NON ARRENDERSI MAI

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Domani sera a Roma verrà ricordata la giovanissima testimone di giustizia Rita Atria a ventiquattro anni dalla sua drammatica e prematura scomparsa. Una manifestazione organizzata dal presidio romano dell’associazione antimafie “Rita Atria” in cui si ripercorrerà tutta la sua storia e le sue battaglie tramite letture di passi del suo diario personale dove annotava pensieri e riflessioni su quello che vedeva e provava sulla sua pelle.

La storia di Rita è una di quelle storie che ognuno di noi dovrebbe assolutamente conoscere perché è una di quelle storie che va dritta al cuore. Figlia del boss di Partanna, a soli 17 anni decise di seguire le orme della cognata Piera Aiello e di raccontare tutto ciò che sapeva alla magistratura. Il primo a raccogliere le sue rivelazioni fu il giudice Paolo Borsellino a cui si legò moltissimo e per lei divenne come a un padre. Quando la mafia, dopo la strage di Capaci mise di nuovo in ginocchio Palermo il 19 luglio 1992, Rita si suicidò, il 26 luglio 1992, lanciandosi dal settimo piano di un palazzo: senza il suo caro giudice non ce la faceva più a vivere.

Una ragazza davvero troppo giovane e soprattutto fragile dopo che fu ripudiata dalla propria famiglia e da tutti i suoi amici di infanzia del paese: basti pensare che, al cimitero, la madre distrusse persino la lapide della figlia a suon di martellate per il disonore arrecato. La giovane Rita è stata una testimone di giustizia, non una pentita poiché non commise alcun reato di stampo mafioso. “In un Paese come l’Italia, così duramente colpito da un profondo radicamento della criminalità organizzata, i testimoni di giustizia rappresentano una linfa vitale e vanno assolutamente protetti. I cittadini devono essere incoraggiati a denunciare e devono sentirsi al contempo tutelati dallo Stato.”, parole più che giuste dette dalla regista di teatro civile Consuelo Cagnati oggi sul sito de ilFattoQuotidiano.it e che condivido in pieno.

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Ad oggi, quale è la situazione dei testimoni di giustizia nel nostro Paese? In parlamento è stata presentata una proposta di legge, a prima firma Rosy Bindi, di riforma dell’intero sistema tutorio per i testimoni di giustizia. C’è da evidenziare che la proposta è sì stata assegnata alla Commissione giustizia della Camera, ma l’iter legislativo è purtroppo ancora in sospeso. Quali le novità salienti della proposta? Innanzitutto, se fosse approvata, sarebbe la prima legge dedicata ai testimoni di giustizia poiché non esiste una normativa ad hoc, ma bensì ci si deve riprendere alla normativa sui collaboratori di giustizia (risalente al 1991); si supererà la dualità tra le misure di sostegno previste per le speciali misure di protezione e lo speciale programma di protezione in modo di andare incontro a specifici casi particolari; verrà introdotta la figura del “referente” che deve accompagnare il protetto e la sua famiglia dall’inizio alla fine del percorso garantendo affidabilità e capacità di confrontarsi al meglio ed in tutta sicurezza con le parti dell’amministrazione pubblica; verrà prevista per la prima volta in assoluto la protezione di coloro che vorranno rompere tutti i legami con la propria famiglia in contesti criminali, scegliendo di cominciare una nuova vita altrove, con nuove generalità.

Segnali davvero importanti, di cui il nostro Paese ha realmente bisogno per un futuro migliore. Mi aggiungo all’appello lanciato da diverse associazioni contro le mafie proprio per calendarizzare quanto prima in parlamento tale proposta di legge. Fatelo per Rita e per tutte le altre vittime cadute per mano della mafia.

di Mattia Barcella

“Finché giudici come Falcone, Paolo Borsellino e tanti come loro vivranno, non bisogna arrendersi mai, e la giustizia e la verità vivrà contro tutto e tutti. L’unico sistema per eliminare tale piaga è rendere coscienti i ragazzi che vivono tra la mafia che al di fuori c’è un altro mondo fatto di cose semplici, ma belle, di purezza, un mondo dove sei trattato per ciò che sei, non perché sei figlio di questa o di quella persona, o perché hai pagato un pizzo per farti fare quel favore. Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, forse ce la faremo”.

Rita Atria

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