HAND MADE WITH LOVE IN TOKYO

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Troppo spesso si considera l’arte moderna sopravvalutata, di poca importanza, mentre appassionati e associazioni si battono per la manutenzione e la salvaguardia di opere e monumenti storici, antichi. Una mancanza (seppur in parte comprensibile) che potrebbe costare la vita a opere dell’ingegno quanto mai importanti, perché se è vero che il passato serve a non dimenticare da dove veniamo, il presente è il luogo attraverso il quale viene plasmato il nostro futuro.

In occasione delle Olimpiadi 2020, a Tokyo l’Hotel Okura, che con la sua struttura occidentale e l’atmosfera ovattata tipica del Paese del Sol Levante costituisce l’emblema del modernismo giapponese, è in procinto di essere demolito e sostituito da una torre di vetro di 38 piani.
La notizia non ha scosso solo cittadini ed esperti urbanisti: Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta, ha lanciato il Save the Japanese Modern Architecture Project, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sul rischio di perdita di un patrimonio di tale portata, avviando una partnership con Casa BRUTUS, prestigiosa rivista giapponese di architettura e interior design.

2«Nell’ottica del patrimonio culturale del futuro, sarebbe una grande perdita per le nuove generazioni non poter ammirare in prima persona la bellezza di questi edifici iconici.» ha dichiarato Maier, che selezionerà alcune delle foto segnalate con l’hashtag #MyMomentOkura per realizzarne delle illustrazioni, in memoria del complesso.

Anche Olympia Le-Tan, per la quale il Giappone è stato una seconda casa, ha voluto rendere omaggio al famoso hotel. La sua collezione per questa primavera/estate s’intitola Sentimental Journey ed è un tripudio di elementi tipici nipponici elaborati con quell’ironia che ha sempre caratterizzato i lavori della stilista.

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Il tradizionale kimono destrutturato e ristrutturato, creando un’estetica d’avant-garde, diventa mini e trasforma le modelle in geishe e ninja glamour e contemporanee. Teiere, motivi geometrici e disegni orientali figurano sui capi femminili e naif insieme alla scritta “Hotel Olympia”, esplicito riferimento a Okura. Nella palette dominano il rosso e il bianco, i colori della bandiera giapponese, ai quali viene abbinato il nero per un tocco classico o, più eccentrico, del magenta.

Tra gli accessori non potevano mancare le famose book clutch, le pochette letterarie hand made with love in France, come riportato scritto all’interno. Minuziosamente rifinite e decorate a mano, comprendono copertine dei libri di Tanizaki, Mishima, Akutagawa… e, grazie alla collaborazione con Sanrio, parte della capsule è dedicata ai personaggi di Hello Kitty, My Melody e Little Twin Stars.

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Per questa edizione, oltre al modello classico, troviamo box bag, clutch cilindriche o a forma di cartone del latte e di maneki neko, il gatto portafortuna, e delle pratiche e allegre lunch bag.

La poesia della cultura orientale, antica e nuova, sembra ancora riscuotere successo, e se le architetture deteriorano o vengono sostituite e non si potrà più godere in prima persona dell’Hotel Okura, ci si consola con l’immortalità del suo ricordo, censita da film come “Cammina non correre” di Charles Walters o dai romanzi di Fleming e di Murakami. Dopotutto, dove altro avrebbe potuto alloggiare James Bond?

di Camilla Piccardi

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