TSUNAMI 5 STELLE

Foto LaPresse FOTO DI REPERTORIO 28/03/2014 Pd, Renzi annuncia la sua nuova squadra Foto Roberto Monaldo / LaPresse 24-02-2014 Roma Politica Senato - Fiducia governo Renzi Nella foto Matteo Renzi Photo Roberto Monaldo / LaPresse 24-02-2014 Rome (Italy) Senate - Vote of confidence on Renzi's Government In the photo Matteo Renzi
( Matteo Renzi – Foto Roberto Monaldo / LaPresse )

I risultati dei ballottaggi di ieri dimostrano come Matteo Renzi e il suo Partito Democratico siano in una profonda crisi di identità. La pesante sconfitta dei candidati del PD a Roma (Giacchetti) e a Torino (Fassino), l’affermazione al secondo mandato di Merola (che con il renzismo non c’entra per nulla) a Bologna e la vittoria davvero risicata di Sala a Milano ci consegnano di fatto una situazione davvero delicata e da non sottovalutare in alcun modo.

Dove si è andati al ballottaggio, il PD esce sconfitto quasi ovunque. Ha perso il partito di governo. Ha perso nettamente un Presidente del Consiglio che si credeva (e lo crederà ancora?) un uomo solo al comando con la ragione sempre in tasca, e che, in modo abbastanza imbarazzante, cerca di far credere che l’importante risultato elettorale sia da considerarsi solo un fatto locale. Ha perso la davvero triste storiella dei gufi e di chi rema contro. Ha perso il progetto renziano del tanto osannato Partito della Nazione, che ha stancato di fatto l’elettorato moderato del centro destra.

ll dato politico più importante di questa tornata elettorale è senz’altro, ancora una volta, la sfiducia popolare e l’astensionismo. Motivo di questa disfatta? Misure antisociali portate avanti dal governo Renzi, stanchezza nel seguire i discorsi politici dei narratori renziani su un’Italia che “riparte” e “non si arrende”, tra un tweet e di selfie. Il punto centrale è che c’è un distacco con il paese vero. In questo modo si è lasciato campo libero al Movimento 5 Stelle, che con tutte le sue diverse contraddizioni, è riuscito a vincere 19 ballottaggi su 20, risultato davvero importante, con vittorie di rilievo come nella nostra capitale, Roma, e Torino. Il Movimento si sta di fatto proponendo come vera e solida alternativa per il governo nazionale. Non più quindi voto di protesta, ma un voto per un cambiamento vero e proprio.

Da non sottovalutare quanto è successo a Napoli, con la vittoria del sindaco uscente Luigi De Magistris: un esperimento politico fra i più interessanti di questa tornata elettorale. Una lista quella di De Magistris nata da una grande esperienza di popolo, un cantiere politico dove si è unita l’importante partecipazione dal basso, le diverse esperienze dei movimenti contro l’austerità e contro i problemi del territorio, la sinistra presente in modo concreto e veritiero all’interno dei quartieri popolari.

Matteo Renzi è stato (sonoramente) avvisato. Ora la partita si sposta a ottobre per il referendum costituzionale. E come cantava il grande Rino Gaetano: “chi vivrà vedrà“.

di Mattia Barcella

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