L’UNIONE EUROPEA E’ DAVVERO UNITA?

schengen II

Controlli al confine con il Brennero, muri che separano stati che dovrebbero essere appartenenti ad un’unione, milioni di persone che partono in cerca di speranza in Europa, questo è ciò che accade da parecchi anni sotto i nostri occhi.

Lo scontro che avviene su un’importante tema come quello dell’immigrazione ha parecchi sviluppi sociali: c’è chi osserva il lato prettamente economico, chi è preoccupato per il fattore umano coinvolto in questo fenomeno e purtroppo c’è anche chi (e sono molti) si disinteressa completamente della questione ritenendola lontana dalla propria realtà. E’ opportuno costatare che con la decisione dell’Austria di fermare con controlli e muri il flusso migratorio verso nord lungo il Brennero ha riportato la questione in prima pagina con le parole di critica e accusa del premier Renzi che ritiene il comportamento della nazione confinante una violazione delle regole europee (“La Repubblica 27/04/2016″). Sempre “La Repubblica” riporta il fatto dei controlli al confine che “il leader della destra ha definito inevitabili”; Giovanni Martino il 28/12/2008 aveva invece affermato: “Non bisogna dimenticare che il fenomeno immigrazione è fatto dagli immigrati: uomini di carne e ossa”. Si nota facilmente il contrasto tra i due aspetti economico e umano, due temi che vanno però entrambi presi in considerazione dal nostro paese poiché migliaia e migliaia di migranti approdano ogni anno sulle coste italiane. È chiaro ormai che il fenomeno immigrazione deve interessare tutta l’Europa, se davvero si ritiene un’unione, non solo i singoli stati colpiti da quello che possiamo definire un dramma. È pronta dunque l’unione a dimostrarsi davvero unita? Viste le ultime vicende sono in molti a credere che il problema tocchi le persone solo quando esso si presenta molto vicino; questo disinteresse per ciò che ci sembra lontano è un’idea tipica della società: solo pochi eletti si sono interrogati sulla guerra in Siria, sulle faccende libiche, ed ancora prima egiziane, sulle guerre civili presenti in Africa; sono verità che per quanto possano fare scalpore si sentono comunque lontane. Si può anche facilmente dimostrare come, quando una problematica ci colpisce da vicino l’interesse mischiato al panico si diffonde rapidamente, basti pensare agli attentati di Parigi e di Bruxelles da parte di fanatici religiosi legati all’ISIS; incredibilmente il mondo si risveglia, ci si rende conto di non essere così al sicuro e i leader politici iniziano ad occuparsi della questione quasi per prendere più voti. Se si guarda all’emergenza umanitaria dovuta all’immigrazione si rimane assolutamente sconvolti; dando un’occhiata ai servizi sui campi profughi, ai barconi carichi di vite che vengono tratte in salvo, la morale prende posto improvvisamente perché non si può rimanere indifferenti di fronte a tali scene. Sempre Giovanni Martino nel 2008 scriveva: “con le loro storie, speranze, paure e debolezze, diritti, i loro vincoli familiari” riferendosi ai migranti, ci si rende conto che dopotutto quelle persone hanno i nostri stessi obbiettivi, ci si può immedesimare in loro; è giusto quindi trattare questi migranti innanzitutto come uomini, prima di fare ogni altra scelta. Ciò non sembra essere stato fatto da chi costruisce muri per tenerli distanti; la storia ci insegna ciò che è accaduto quando una popolazione ha iniziato ad essere rinchiusa, separata e improvvisamente vista come un’oggetto del quale decidere la sorte. L’immigrazione ha però un altro aspetto oltre a quello umano: quello economico; i migranti sono un problema o una risorsa? Rispondendo a questa domanda si potrebbe correre il rischio di analizzare le singole realtà di ogni singola persona; questo perché ogni individuo ha la sua storia, i suoi interessi ed obbiettivi, è difficile quindi pensare ai migranti come una sorta di gruppo che può essere utile o problematico. È chiaro che un fenomeno di queste dimensioni può diventare un problema, se mal amministrato; l’immigrazione può essere sicuramente una risorsa; tramite lavori che gli italiani trovano difficile fare, per l’aumento della demografia ecc.; ma è importante non arrivare alla presenza eccessiva di queste persone in paesi magari molto piccoli, come è successo fino ad ora. Per far diventare l’immigrato una grande risorsa è necessario suddividere i profughi nei vari stati dell’Unione Europea, così’ da far tornale naturale un macro-fenomeno come quello migratorio che negli ultimi anni ha raggiunto livelli estremi. Di certo questo obbiettivo di pari divisione dei compiti all’interno dell’Europa sembra un’impresa molto ardua fin quando ci saranno nazioni che si chiudono in se stesse dietro ad un muro, o altri paesi che tutt’ora si disinteressano del problema. Diventa davvero impossibile quando certi leader politici si concentrano su piccoli casi per guadagnare il consenso di qualche elettore in più utilizzando magari l’ideologia cristiana per i propri fini quando i veri insegnamenti sono l’accoglienza e la solidarietà. Proprio per questo motivo Papa Francesco è andato a Lesbo; come scrive “Osservatorio Romano”: “Francesco vuole attirare l’attenzione del mondo intero, è un gesto cristiano concreto: un cuor solo e un’anima sola”. Così il pontefice vuole far chiarezza su cosa sia la retta via per un cristiano e magari far capire a chi sbandiera i valori cattolici inopportunamente che sta sbagliando.

Una “problematica” come quella dell’immigrazione può assolutamente diventare risorsa se tutti i paesi coinvolti, e non, si uniscono e amministrano la situazione nella maniera migliore e cioè collaborando.

di Marco Magoni

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...