327 VOLTE SI

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Giovedì 12 maggio per me è stato un tuffo nel futuro.

La sera prima mi sono addormentata da cittadina di un Paese tendenzialmente retrogrado e conservatore, e il mattino dopo mi sono svegliata fuori dal Medioevo.

La Camera ha detto sì, 327 volte sì, per la legalizzazione delle Unioni Civili e la regolamentazione delle convivenze di fatto.

Ha detto sì alla parità e alla libertà di amare al di fuori degli schemi.

Ha detto sì ad un passo verso l’uguaglianza, all’estensione dei diritti a tutti, senza distinzioni di orientamento.

Ho avuto paura che non fosse vero, ho temuto che – di nuovo – non fosse altro che un contentino per tenerci buoni e illuderci che prima o poi sarebbe toccato anche a noi.

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E invece eccola.

Ridotta un po’ all’osso, dopo lo stralcio della stepchild adoption e dell’obbligo di fedeltà; mortificata dall’ostruzionismo stizzito dei paladini della famiglia tradizionale.

Ma me la ritrovo qui tra le mani, questa legge sporca di sudore.

Mi pesa tra le dita, è fatta di fatiche e di attese immense, le attese di chi da vent’anni non voleva altro che giurarsi reciproco amore davanti ai propri cari senza che lo Stato obiettasse con un “per me non sei nessuno”.

Oppure più semplicemente, non avere bisogno di chiamarsi marito e moglie per avere un riconoscimento legale: incredibile a dirsi, questa legge tutela non solo le coppie omosex ma anche quelle eterosessuali, che dopo aver passato anni sotto lo stesso tetto potranno finalmente condividere qualcosa di più delle spese condominiali.

Agli amici integralisti cattolici, leghisti e comuni cittadini con una grande paura del diverso: non temete, il fronte ostruzionista si sta già riorganizzando (non prima di essersi sciolto come gelato sotto il caldo sole del progresso). Tra le varie accuse di offesa alla sensibilità comune e violazione dei cari buoni valori tradizionali, qualcuno ha avuto il lampo di genio: un referendum abrogativo che rimetta al loro posto quei cattivoni perversi dei lobbisti gay.

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Gliela facciamo vedere noi a quelli lì, quelli contro natura, qual è l’amore vero! Cosa pretendono, di essere trattati alla pari di noi normali? Ma non scherziamo.

Abbracciamoli, questi individui confusi e pieni d’odio. Tiriamo una Santinella per volta tra le fila delle manifestazioni e mettiamole una bandiera rainbow tra le mani, trasciniamola lungo la parata, indichiamole il cielo e citiamole Roberto Saviano: “I diritti sono come un raggio di sole: se io mi abbronzo a te non rubo niente.”

E se ancora opporranno resistenza non abbattiamoci, perchè oggi è il giorno in cui i Sì hanno prevalso.

372 importantissimi Sì, e gli altri mille che seguiranno, per celebrare un’unione che finalmente non ha più limitazioni.

di Valeria Lorini

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