PERUGIA IS ALWAYS A GOOD IDEA #IJF16

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Oggi abbandono i panni del #fashionvictim e parlerò in prima persona della mia esperienza alla decima edizione del Festival Internazionale Del Giornalismo.

Premessa: non sono un giornalista, ma semplicemente uno studente curioso.

Per il secondo anno consecutivo ho avuto la fortuna di partecipare a questo susseguirsi di appuntamenti, panel e workshop che vengono organizzati in una cornice a dir poco meravigliosa: Perugia. Gioiello umbro che una volta nel cuore non ti abbandonerà mai.
Questa manifestazione si organizza in 5 giorni intensi e ricchi di incontri. In particolare quest’anno sono stati 259 gli eventi, spesso sovrapposti, per cui è fondamentale organizzarsi. Io, come per la scorsa edizione, ho scelto due macro tematiche in base alle quali ho costruito le mie giornate (consiglio che mi permetto di dare a chiunque per evitare confusione).

Ma partiamo dall’inizio. Era il 2006 quando Arianna Ciccone e Chris Potter fondarono questo media event i cui presupposti erano e sono la libertà di stampa e la democrazia.
Un’idea di successo che dura ormai di dieci edizioni.

Gli appuntamenti vengono organizzati in una serie di sale distribuite per la città, occasione per visitare la splendida Perugia apprezzandone tutte le sfumature: la vista che regalano i giardini Carducci, Piazza IV novembre e la suggestiva sala dei Notari.

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Il mio festival quest’anno ha avuto come temi principali da un lato il rapporto tra media e informazione alla luce dei continui cambiamenti nel panorama del giornalismo internazionale (in vista della tesi universitaria), e dall’altro la questione delle migrazioni: argomento molto attuale e sulla bocca di tutti, di cui purtroppo si conosce ancora poco.

Il festival è l’occasione per confrontarsi con esperti del settore, per conoscere direttamente personaggi di spicco della televisione come giornalisti o conduttori, speaker radiofonici, manager e team leader di aziende nazionali e internazionali.
Il festival è l’occasione per condividere e mettersi in gioco, abbandonare i panni del semplice studente universitario e lasciarsi travolgere dalle emozioni nel sentire le esperienze di vita di fotoreporter di fama internazionale o giornalisti freelance che hanno scelto di mettere in discussione la loro vita e la loro carriera.
Il festival è l’occasione per stringere nuovi rapporti di amicizia, conoscere realtà locali simili al nostro Saint Martin Post e rendersi conto di quanto si è fortunati ad avere piattaforme fresche con redazioni di ragazzi giovanissimi che ogni giorno scelgono di dedicare del tempo alla cultura.

Arrivederci Perugia, ci rivedremo presto.

di Edoardo Andrini

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