#LIBERamente – CUORE DI TENEBRA

Cuore-di-tenebra

“Le rapide erano vicine, e un rumore ininterrotto, monotono, precipitoso, veemente, riempiva di un suono misterioso la lugubre quiete del boschetto, dove non alitavano brezze né si muovevano foglie – come se improvvisamente fosse diventata udibile la tremenda velocità della terra lanciata nello spazio”.

Cuore di tenebra di Joseph Conrad, ambientato nell’Africa pervasa dal colonialismo europeo di fine ottocento. Bene, da dove comincio? Mi è piaciuto oppure no? Lo consiglierei? Non lo so, non so niente. E’ una di quelle volte in cui mi trovo più in difficoltà nel giudicare un romanzo e non riesco nemmeno a capire se alla fine sia risultato un capolavoro o una cagata, per me. Dunque, Cuore di tenebra è un romanzo autobiografico che narra il viaggio di un ormai vecchio marinaio nel cuore dell’Africa nera a bordo di un battello. Marlow, il narratore protagonista, rivive l’esperienza passata mentre si trova sulle sponde del Tamigi insieme ad un gruppetto di uomini che, esausti e avvolti dall’oscurità, lo ascoltano raccontare di quel viaggio che lo ha profondamente mutato. Ufficialmente, Marlow deve occuparsi delle faccende amministrative di una Compagnia impegnata nell’ottenimento dell’avorio. Ufficiosamente, Marlow vuole esplorare, conoscere, crescere. Nel corso della narrazione si figura l’immagine di un certo Kurtz, di cui si dicono molte cose, viene quasi ritenuto una divinità, un uomo lodevole e carismatico, ammirato da tutti fino a diventare, per Marlow, una vera e propria ossessione: il suo obiettivo sarà esclusivamente quello di arrivare da Kurtz e parlarci. Marlow ci riuscirà, ma arriverà da questa semi-divinità negli ultimi attimi della sua vita, quando l’uomo è ormai ridotto ad un essere stanco, fragile, malato, che non ha più molto da dire al mondo se non “l’orrore, l’orrore!”. Cosa sappiamo di Kurtz? Poco e nulla, Conrad non ci fornisce neanche un vero e proprio dialogo tra Kurtz e Marlow, ma è proprio qui che vuole concentrarsi l’autore.

E’ un libro che di presta a numerosissime interpretazioni, un testo prettamente filosofico e davvero poco avvincente dal punto di vista delle azioni. Ma non è questo che conta. Il viaggio simbolico di Marlow è un viaggio nell’anima umana, alla ricerca di ciò che si nasconde sotto la facciata, e quello che si trova può non essere una passeggiata. Cuore di tenebra non è un libro semplice; la scrittura è tetra e un po’ antiquata, risente sicuramente del tempo, lo stile è… scostante e spesso difficile da seguire.

Si parla di temi quali la colonizzazione, la schiavitù imposta agli indigeni, la divinizzazione di un essere umano per merito del suo carisma, le barbarie compiute da quello stesso essere umano e dai bianchi che bramano il denaro e la gloria… In poco più di 100 pagine Conrad ha tracciato il profilo di un uomo, Kurtz, fedele a sé stesso, forte, indissolubile, che alle soglie della morte si rende conto delle atrocità commesse nel corso della sua vita solo per la sete di potere, e ne è terrorizzato. “L’orrore, l’orrore”. Queste saranno le sue ultime parole, le stesse che Marlow non avrà il coraggio di ripetere alla promessa sposa di Kurtz che lo aspettava in Inghilterra. Il motivo è tanto semplice quanto spaventoso: a Marlow manca il coraggio di rompere quel mondo di apparenze così perfettamente delineato nella società, la stessa debolezza che dimostra quando, di fronte alla morte di numerosi uomini durante il viaggio in Africa e di fronte alla morte stessa di Kurtz, egli cerca di nascondere, dimenticare, ignorare, perché ciò che dimora nel cuore di ogni uomo è una tenebra oscura ed agghiacciante, meglio quindi tentare di tenerla nell’ombra.

In definitiva, credevo di scrivere due righe a proposito del romanzo nella speranza di schiarirmi le idee e riuscire a valutarlo con maggiore lucidità, quindi direi che: non è del tutto il mio genere, è a tratti noioso ma sono felicissima di averlo letto perché il messaggio di Conrad lascia un segno profondo come pochi. Leggetelo, se non l’avete ancora fatto!

Voto: 6,5

Titolo: Cuore di tenebra
Autore: Joseph Conrad
Casa editrice: Feltrinelli
Pagine: 271
Anno di pubblicazione: 1902
Traduzione: Ettore Capriolo

di Marta Pacchiani

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