RISPETTIAMO LA DIVERSITA’

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( Tiziano Terzani visita Kabul – 2001 )

Questa mattina è stato attaccato il cuore d’Europa, Bruxelles. Le bombe hanno distrutto decine e decine di vite innocenti. In queste ore di dolore ripenso alle parole scritte da Tiziano Terzani: «Pensi davvero cara Oriana che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c’è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmeno questa.». Dai tragici attentati dell’11 settembre 2001, quante guerre e violenze si sono susseguite? A cosa sono serviti gli stravolgimenti politici in paesi come l’Afghanistan e l’Iraq? L’eliminazione di Gheddafi in Libia ha aiutato il percorso di risoluzione del problema dell’immigrazione? La risposta è più che ovvia, ma pare che la sete di guerra non sia mai sazia, soprattutto tra il popolo di internet e dei social.

Si deve smettere di reagire di pancia. Si deve smettere di parlare e di pensarea slogan”. Si deve smettere di confondere il problema dell’immigrazione con il problema del terrorismo. Si deve smettere di strumentalizzare attentati del genere solo per fini politici elettorali.

Cominciamo a reagire con la testaCominciamo ad informarci e a leggere di più. Cominciamo a dialogare responsabilmente con i paesi da dove partono milioni di persone per trovare una soluzione vera. Cominciamo a pensare alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni.

Tiziano Terzani scriveva che « una delle cose che mi sorprende moltissimo è che in questo nostro paese – affacciato sul Mediterraneo, dinanzi a tutto il mondo arabo islamico – ci sia così poca gente che si dedica allo studio della lingua araba, della cultura araba e della religione islamica. Ormai ci dedichiamo al Giappone e alla Cina forse perché li consideriamo dei grandi mercati, ma non ci dedichiamo a questo mondo che abbiamo dinanzi a casa. È inconcepibile che possiamo continuare a garantirci un futuro senza avere un’apertura verso questo mondo con il quale, già nel passato, abbiamo avuto grandi rapporti. Questo demonizzare il nemico – già definirlo così – fare di tutta una cultura che ha una sua tradizione e una sua storia l’humus in cui nasce il terrorismo è pura follia. Dobbiamo metterci a capire gli altri. E non dico soltanto i musulmani, ma tutto ciò che è altro.
Il mondo è pieno di gente che non vuol vivere come noi, sognare come noi, mangiare come noi, e molta gente fra noi stessa sta diventando così, per il rifiuto del consumismo, per il rifiuto di questa globalizzazione che globalizza i princìpi, i prodotti e fa di ognuno di noi semplicemente dei consumatori. Bisogna prendere seriamente in considerazione questo rispetto per la diversità ».

Dalle splendide parole di Terzani qui sopra e dallo stesso motto dell’Unione Europea, “unita nella diversità“, dobbiamo oggi più che mai comprendere gli altri, dialogare con gli altri, rispettare gli altri perché la pace non si fa con la guerra.

di Mattia Barcella 

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