RICORDI DI UNA VITA AL PARCO MONTECCHIO – 3a parte

Si conclude oggi il bellissimo racconto del signor Carlo Zanchi sui tanti ricordi di vita vissuti al Parco Montecchio di Alzano Lombardo tra il 1930 ed il 1960. Ringraziamo ancora il sig. Carlo e tutta la famiglia Zanchi per aver condiviso con i nostri lettori uno spaccato della vita alzanese di un tempo!

Mattia Barcella

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Oltre alle persone a servizio dei Pesenti e addette al Parco, è piacevole ricordare che negli anni vi erano altre figure che fruivano di alcuni “frutti” del Parco. Vi era un signore, che veniva al Parco 2 volte all’anno con il suo cane a cercare i tartufi in due zone: una era la zona sotto i cedri e l’altra quella in prossimità della quercia. Quando trovava un tartufo, era solito ricompensare il suo cane barboncino con dei piccoli pezzi di prosciutto e nel frattempo allontanava il cane dal luogo in cui aveva iniziato a scavare e scavava lui con una piccola paletta per poter raccogliere il tartufo intatto.

Poi c’era un pastore di Villa di Serio che quando cadevano le castagne dagli ippocastani del viale, passava a pulire il viale e a raccoglieva le castagne per darle alle sue pecore.

Un altro signore, passava a prendere i frutti (galbuli) dei cipressi per consegnarli a chi li usava farmaceuticamente.

Vi erano alcune piante di chamaerops in prossimità dell’Oratorio e un signore veniva a pulire il tronco e utilizzava la fibra per fare le scope.

Infine, scendendo il viale delle rose, in fondo vi era una aiuola di canna d’indica il cui seme, veniva portato alle suore Salesiane di Alzano che lo usavano per confezionare le corone del Rosario.

Nel 1942, le stanze libere del corpo principale di Montecchio, vengono occupate dai tedeschi e il Palazzo divenne la sede della LuftWaffe fino alla fine della seconda guerra mondiale, i portinai e la famiglia Zanchi Luigi continuano a vivere nelle loro stanze anche durante l’occupazione dei tedeschi.

Successivamente, sgomberato dai tedeschi, ai piani superiori del Palazzo sul lato delle stanze padronali, andarono ad abitare 3 famiglie: Lorenzi, Alberti, Riganti. Sopra la portineria andò ad abitare il Sig. De Benedittis la cui moglie insegnava alle elementari della Busa; mentre sopra gli uffici vi era la famiglia del Fattore Bassini.

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Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1946 Zanchi Luigi prende in affitto dei terreni del parco e inizia a coltivare verdure e fiori, quindi acquista personalmente nel 1952 un impianto per irrigare a pioggia i terreni in affitto. L’irrigazione avveniva con una pompa a scoppio che attingeva acqua dalla seriola e che era solito posizionare in prossimità dell’abitazione di Don Giuseppe, poi vi erano una serie di tubi in ferro appoggiati sopra il terreno, che consentivano di raggiungere l’area da irrigare.

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Per coltivare, Luigi ritirava tutta l’immondizia del Comune di Alzano che, all’epoca era costituita da solo materiale umido poiché non vi era presenza di materie plastiche e di detersivi; l’immondizia veniva portata da un vecchio autocarro americano della guerra (DODGE) e veniva utilizzata come ammendante nella coltivazione dei fiori, tale pratica dovette essere sospesa con l’avvento dei materiali plastici e chimici che venivano gettati indifferenziatamente dalla gente nell’immondizia.

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Per svolgere l’attività florovivaistica, nell’area verde antistante il piazzale del Palazzo, ricompresa tra i viali, vengono realizzati i lettorini; mentre due serre piccole (3m x 15m e 3m x 20 m) vengono poste nella zona tra la serra dei padroni e il viale dell’area verde citata, un’altra serra più grande di 3m x 40 m viene localizzata a sud delle cucce dei cani e, nella rotonda dell’anello centrale si coltiva a pieno campo, in mezzo all’appezzamento della rotonda, ogni inizio stagione era abitudine di Zanchi Luigi piantare una grande croce di legno a invocare la protezione delle coltivazioni.

Nell’affitto era ricompreso l’uso del solaio sopra il fienile del tianio, vi si accedeva attraverso una scala che portava al di sopra del portico e poi ve ne era un’altra che portava al solaio sovrastante dove venivano messi i bulbi a far seccare. Oltre all’essiccatoio in quell’epoca in una parte del tinaio c’era il pollaio del figlio del fattore, quest’ultimo era anche appassionato di piccioni viaggiatori, tanto che per addestrarli a fare le gare, li dava a Luigi quando andava al mercato dei fiori di Milano, dove Luigi li lasciava liberi e i piccioni facevano ritorno a Montecchio prima che Luigi e figli facessero ritorno in macchina.

Nel 1950 – 1952 arrivarono nelle scuderie i cavalli del Circolo Ippico di Bergamo.

Nel 1960 Zanchi Luigi abbandona il Parco di Montecchio per proseguire la sua attività florovivaistica su terreni da lui nel frattempo acquisiti in altro luogo.

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( Anni ’50 – La famiglia di Zanchi Luigi al completo e sullo sfondo si nota il Palazzo di Montecchio. Il primogenito nacque ad Alzano Lombardo, mentre gli altri 13 figli sono nati a Montecchio, che era comune di Nese fino all’anno dell’accorpamento con il comune di Alzano Lombardo – Collezione fotografica privata Zanchi )
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