APPLE VS FBI: E SE QUALCUN ALTRO CI MANGIASSE LA MELA?

160222-apple-fbi

Big brother is REALLY watching you; 1984 rischia di diventare molto più di una semplice astrazione. Oggi, circa 70 anni dopo la pubblicazione della celeberrima distopia, la “storiella” di Orwell potrebbe fuggire dai vincoli della narrazione e scaraventarsi sulla nostra realtà. Stanno per ripristinare la psicopolizia? Il Partito tornerà a calpestare i nostri diritti? Il mondo sarà spartito da immensi totalitarismi? Non sarà così apocalittico ma i teleschermi, forse, li riabiliteranno davvero.

Negli ultimi giorni si è letto molto sul braccio di ferro fra Apple e FBI, faida a volto scoperto fra privacy insicura e sicurezza invadente. Cos’è successo? Lo scorso dicembre a San Bernardino (California) Tashfeen Malik ed il marito Syed Rizwan Farook mietono 14 vittime in un attentato terroristico. Il successivo blitz dei servizi segreti statunitensi, effettuato nell’abitazione dei due jihadisti, ha permesso di reperire preziose informazioni concernenti l’identità, la provenienza e gli intrecci dei killer con le organizzazioni terroristiche. Tuttavia, per carpire ulteriori dati, l’FBI necessita anche del sostegno da parte di Apple. Solo così può forzare il codice criptato dell’i-Phone5 dell’attentatore Farook. E qui è guerra.

Il giudice federale Sheri Pym ha ordinato all’azienda di forzare tale codice per accedere ai dati personali del terrorista. Il colosso della telefonia ha rifiutato con ferrea intransigenza la richiesta dei servizi segreti statunitensi. Perché? Ce lo spiega direttamente Tim Cook, amministratore delegato dell’azienda californiana, in una lettera recentemente pubblicata e tradotta sul Corriere:

“[…] La cifratura è un aspetto cruciale del nostro mestiere. Per molti anni, abbiamo utilizzato il criptaggio per proteggere i dati personali dei nostri clienti, perché siamo convinti che questo sia l’unico modo per garantire la sicurezza di tali informazioni. Abbiamo deciso persino di immagazzinare questi dati fuori dalla nostra stessa capacità di accesso, perché crediamo che il contenuto del vostro iPhone non ci riguarda minimamente”.

Tim Cook è stato più che esaustivo. Ha lanciato un autentico appello agli americani, o se vogliamo a tutti coloro in possesso di uno smartphone (oggi iPhone, domani chissà). Qui si manifesta un restringimento della propria inviolabilità. Un’enclosure sempre più asfissiante, entro la quale la nostra libertà si contorcerà su se stessa in spazi più angusti e claustrofobici. La Apple si focalizza prevalentemente su questa posizione pseudo liberalista. D’altro canto una minaccia salata in rotta verso l’occidente sta per bagnare le nostre terre. Le associazioni terroriste si rivelano un problema pressante ed insistente, contro il quale urgono contromisure. Qui l’FBI: meglio i teleschermi anche in bagno che una bomba in salotto. Occhio all’occhio! Ricordiamoci dello scandalo WikiLeaks, quando con la “scusa della sicurezza” la Nsa origliava le telefonate di Berlusconi, della Merkel e di Ban Ki-moon per poi pubblicarle sulle prime pagine dei quotidiani del 2013. Sebbene Obama sdrammatizzò il tutto con comico sorriso («nessuno ascolta le vostre telefonate»), WikiLeaks raccontò una triste realtà. Il tema della difesa interna, specialmente dopo l’ultimo attentato francese, è ritornato a punzecchiare le nostre vite. Facciamo bene attenzione a prenderlo con le pinze, qualora fossimo chiamati a scegliere.

E dunque sarà meglio un morso in più alla mela, il morso dello Stato e di controlli extra? Meglio che ci rubino la mela e che il terrore continui a rosicchiare l’occidente? O preferiamo farci mozzare le mani pur di tenercela? Meglio l’Oceania o la Francia?

di Marco Bellinzona

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...