#THEFACTORYPOST INTERVISTA DEZEN DEZEN

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Dopo la prima nostra intervista fatta a Yuuy, oggi vi presentiamo l’interessante progetto “Dezen Dezen”. Di che cosa si tratta e come è nato?

Tutto è cominciato nel luglio del 2014 quando entrambi, (siamo Marco e Michele e ci trovate su Instagram: @mighele_ e @marcoccolol), siamo restati senza lavoro fisso. Abbiamo deciso di rinunciare a qualche giornata di mare e siamo partiti per Zagabria, la città natale di Marco. Lì i suoi genitori ci hanno prestato il loro laboratorio artigianale che per generazioni gli ha permesso di produrre migliaia di foulard poi esportati in tutto l’est Europa fino in Russia. Abbiamo spolverato i vecchi telai serigrafici e ci siamo subito messi a fare i primi esperimenti stampando su delle magliette gia confezionate cercando la tecnica migliore per produrre dei capi unici. Un paio di settimane dopo siamo partiti per il nostro primo mercatino e ancora non ci siamo fermati.

Il nostro progetto è essenzialmente questo: recuperiamo i tradizionali disegni che per decenni hanno decorato i foulard e che altrimenti andrebbero perduti, perché caduti in disuso, e li adoperiamo su capi più contemporanei come t-shirt, vestiti o felpe, senza abbandonare i più classici foulard. Tutti i telai serigrafici utilizzati fin ora sono originali e hanno dai 30 fino ai 100 anni di attività e noi continuiamo a fare tutto come si faceva una volta.

È il vostro lavoro principale o hobby? Da quello che mi avete detto, sta prendendo sempre più piede l’idea che da hobby si trasformi in lavoro vero e proprio…

Sì, inizialmente è nato come hobby e come voglia di rimettersi in gioco, stufi di passare le nostre giornate in ufficio. Dopo più di un anno e mezzo ci siamo resi conto che fare questo ci piace davvero tanto e abbiamo ottenuto abbastanza riscontri positivi da decidere di farlo diventare il nostro lavoro. Da inizio anno 2016 abbiamo cambiato ottica e stiamo facendo i primi passi per diventare piccoli imprenditori artigianali. C’è ancora molto da fare ma siamo carichi e fiduciosi.

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Cosa avresti bisogno per far crescere la vostra idea?

Di idee ne abbiamo tante. Al momento siamo alla ricerca di uno spazio a Trieste dove aprire il nostro laboratorio artigiano così da dare una casa al nostro progetto e poter gestire il tutto in maniera più continuativa e logisticamente organizzata.

Vorreste essere supportati da istituzioni o sponsor privati?

Per ora siamo riusciti a fare tutto con le nostre forze, supportati dalle nostre famiglie ma sicuramente valuteremo qualche aiuto in più. Spesso sentiamo i nostri coetanei demotivati dal fatto che le istituzioni vengono poco in aiuto dei giovani con un idea ma non siamo del tutto d’accordo. Nella nostre regione, il Friuli Venezia Giulia, abbiamo avuto la possibilità di partecipare gratuitamente a diversi corsi formativi, utilissimi per portare avanti il nostro progetto con più consapevolezza e preparazione. Non sono mancati neanche dei bandi o degli incentivi proprio a supporto delle giovani imprese.

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Quali i punti di forza di essere makers e quali i punti deboli?

I punti di forza sono sicuramente la possibilità di gestire il proprio tempo e investire le proprie energie in un qualcosa in cui ci si crede veramente. Per promuovere il nostro brand viaggiamo molto e questo ci permette di conoscere un sacco di altri pazzi come noi e di visitare città che altrimenti difficilmente avremmo avuto occasione di conoscere, il divertimento non manca. Il tutto è spinto dalla passione e quando si diverte a fare quello che ti piace non si ha nemmeno quel senso di oppressione di “dover andare a lavoro”.

Ci sono anche i lati negativi, dalla burocrazia alle notti di sonno perdute oltre al fatto di non avere la certezza di uno stipendio fisso a fine mese. Ma questo ci siamo resi conto che, ormai, vale per tutti, imprenditori o dipendenti.

Cosa pensate del Factory Market?

Siamo rimasti molto colpiti dal Factory Market! Come abbiamo già detto, nell’ultimo anno e mezzo abbiamo viaggiato moltissimo, in Italia e Europa, proprio alla ricerca di fiere e mercati che ci permettessero di promuovere il nostro progetto. Il Factory Market si avvicina molto a delle situazioni che abbiamo incontrato in Austria o Germania, ma in nessun posto abbiamo avuto un riscontro tale come a Bergamo. Non vediamo l’ora di ritornarci, ovviamente. E se non ci vediamo prima allo Spazio Fase fate un salto sul nostro sito www.dezendezen.com oppure seguiteci su Instagram: @dezendezen e mettete un like su: fb.com/dezendezen !

intervista a cura di Mattia Barcella

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