PERCHE’ SIAMO ARRIVATI QUI

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“Ho fatto davvero tutto quello che era in mio potere per arrivare ad una soluzione diversa da quella che tutti conoscono da venerdì sera. Con tristezza, ma allo stesso tempo con tanta e tanta indignazione per l’irresponsabilità e l’incoscienza con cui i miei stessi consiglieri mi costringono a concludere qui il mio mandato.” Inizia con queste dure parole la conferenza stampa tenutasi ieri sera nello studio dell’ormai ex primo cittadino di Alzano Lombardo, Annalisa Nowak. “Pur avendo ricevuto da me garanzie rispetto al processo di cambiamento e di rilancio che mi hanno richiesto, i consiglieri non hanno voluto rinunciare a prese di posizione che hanno preso pubblicamente, direi in modo alquanto inopportuno, sia sulla stampa sia sui social, che alla fine hanno di fatto impedito loro di fare un ragionevole passo indietro verso la risoluzione di questa crisi. E questo è ancora più triste da constatare perché nell’ultimo mese non sono emerse così grosse divergenze tra me e i miei consiglieri rispetto alle nostre priorità di programma, in linea con quanto ci eravamo detti ad Olera.” L’estate scorsa si era tenuto, nel borgo medioevale frazione di Alzano, un incontro tra giunta e consiglieri di maggioranza proprio per discutere e dettare le linee programmatiche da attuare nei mesi a seguire con, tra le altre cose, un processo di metodo proposto dalla stessa Nowak e condiviso da tutto il gruppo.

Perché allora siamo arrivati alla fine di questa esperienza amministrativa? La domanda è sulle bocche di molti in questi “caldi” giorni di crisi comunale ad Alzano e la conferenza voluta dal sindaco è servita proprio a dare un’ampia, diretta e dovuta risposta verso tutta la cittadinanza.
“La lista civica Gente in Comune, con il supporto del Partito Democratico (la maggioranza abbondante dei consiglieri eletti sono tesserati al partito), mi aveva scelto come candidata sindaco alle ultime elezioni con la certezza, che allora non credevo, ma di cui oggi ne sono consapevole, che avrei portato voti necessari per vincere. Io non conoscevo affatto Gente in Comune. Marco Lameri, persona che conosco da una vita, mi aveva presentato questa lista e lui stesso mi convinse di entrare a far parte di quella realtà ad una mia condizione però: mi doveva stare accanto per l’intera durata della possibile esperienza di governo della città. Scelsi lui per la sua competenza professionale e soprattutto per la sua conoscenza della macchina amministrativa. Il parametro di scelta della mia squadra era la competenza delle persone e l’indipendenza da qualsiasi potere.” Infatti durante la campagna elettorale, la Nowak dichiarò, sia ai componenti della lista sia ai cittadini, che ad alcuni suoi assessori non avrebbe mai rinunciato. Arrivati in comune, dopo la vittoria elettorale, la situazione non era delle più rosee anzi “disastrosa in molti campi”, ma col passare dei giorni “sono riuscita ad imparare, non senza difficoltà, il duro lavoro di sindaco rafforzando la mia figura. Ma evidentemente qualcuno non credeva che potessi raggiungere una mia autonomia in poco tempo, anzi qualcuno pensava che io dovessi mettermi in un angolino e avere un ruolo esclusivamente di rappresentanza.” Per rendere meglio l’idea di ciò che accadde, a fine estate del 2014, l’ex vice sindaco Manuel Bonzi spedì una mail a tutti i componenti della giunta in cui chiedeva “che si decidesse chi doveva tenere il pallino e chi doveva scrivere l’agenda. Solo a me sembra ovvia la risposta?” Poco dopo aver detto queste parole, prende in mano il suo cellulare e, mostrandolo a tutti i presenti, fa scorrere la sezione dei messaggi ricevuti. “Il 28 agosto 2015, tra altri messaggi davvero squallidi, ricevetti questo messaggio che sa quasi di minaccia e che preferisco leggerlo testualmente: ti sei dimenticata in fretta che senza qualcuno non saresti lì, e senza qualcuno non sarai lì.” Dopo questo sms, Bonzi fu allontanato e venne proposto a Matteo Marchi, allora segretario del circolo del Partito Democratico ad Alzano, di entrare in giunta, proprio per non far venire meno la presenza democratica all’interno degli assessorati che poteva diventare un problema politico. La risposta come sappiamo fu negativa. Il PD provinciale fu anche contattato mesi fa dalla stessa Nowak per porre attenzione al caso alzanese, ma solo in questi ultimi giorni, quando la gravità della situazione è cresciuta di molto, è intervenuto, cosa che “dovevano fare assolutamente prima”. La battaglia da parte dei consiglieri si è voluta di fatto focalizzare sui lavori pubblici, “fetta importante di un’amministrazione nonché bel bacino di voti”. Lameri fu scelto, come già detto all’inizio, per la sua competenza, per la sua formazione professionale e “la sua presenza e la sua lealtà” sono stati la “forza che mi ha fatto andare avanti”.
I motivi della crisi li sapeva anche la stessa associazione Gente in Comune che in un anno  non è riuscita a convocare un’assemblea per spiegare ai cittadini le proposte politiche dell’amministrazione. Inoltre, in seguito al famoso consiglio comunale dove uscirono in blocco tutti i consiglieri di maggioranza, molti cittadini avevano scritto all’associazione per avere dei chiarimenti a quello che stava accadendo e per dare un sostegno al sindaco senza “ricevere uno straccio di risposta”.
I motivi della crisi li sapeva anche lo stesso portavoce dell’associazione Gente in Comune, Cesare Carminati, il quale ben prima delle dimissioni del sindaco comunicate il 5 dicembre scorso, si incontrava, a insaputa del primo cittadino, con i consiglieri per discutere sulla sua successione ai lavori pubblici al posto di Lameri.
I motivi della crisi sono tutte le polemiche pretestuose su qualsiasi decisione prese e sono anche i continui attacchi alla persona stessa del sindaco e dei suoi assessori etichettati come “giunta opaca” o “cerchio magico del sindaco”.
Il sindaco ha cercato fino all’ultimo di trovare una soluzione alla delicatissima situazione politica: “le mie proposte fatte ai consiglieri sono state anche approvate da parte dei mediatori esterni Cavagnis e Cornolti voluti dagli stessi consiglieri, ma quest’ultimi non si sono nemmeno degnati di darmi mai una risposta.”
Ancora tanti gli atti da portare avanti, tra cui la costruzione di una scuola dell’infanzia, scritta nel programma elettorale di Gente in Comune, e che stava andando nella giusta direzione: “dei privati come fanno a trattare seriamente una cosa del genere quando dall’altra parte si vedono un’amministrazione che si sta sfaldando?”. Anche sul centro storico di Alzano Maggiore, avevano già contattato esperti per un piano di rifacimento della piazza e inoltre doveva partire a breve un processo di confronto tra cittadini, commercianti, comitati di quartiere e altre realtà per trovare una soluzione il più condivisa possibile per un luogo così importante per l’intera città, ma per via di questa crisi è tutto bloccato. Per quanto riguarda la grave situazione Pigna, il sindaco, a differenza di quello riferito dai consiglieri, è in continuo contatto con la proprietà, con il consiglio d’amministrazione e con i sindacati proprio “per attivare un tavolo, aspettando però il momento opportuno per non vanificare il periodo di dialogo in atto davvero da un po di tempo”.
“Io penso che chiunque abbia idea di come si amministri una città e più in generale che abbia un pochino di buon senso, capisce che tutte queste polemiche sono state pretestuose. Avevo una responsabilità per chi mi ha votato, ma io non ho nessuna intenzione di governare a qualunque costo e non ho nessuna intenzione di governare sotto tutela di nessuno. Questa mia responsabilità mi ha imposto di dire basta.”
Da ottobre aggiunge che i consiglieri non stavano più collaborando con i lavori dell’amministrazione. Si esprimevano attraverso soltanto il portavoce e perfino ai tavoli voluti dai mediatori, non si presentavano. Non convocavano commissioni su problemi urgenti, bloccando di fatto la macchina amminsitrativa: “Sono mesi che i consiglieri, miei non riesco più a dirlo, giravano per gli uffici solo per trovare documenti da impugnare per mettere alle strette la giunta, una cosa che mi ha messo addosso una tristezza”.
Voleva concludere la conferenza con un sorriso e invece Annalisa Nowak non riesce a trattenere la commozione parlando della sua città che sta tornando ad essere viva e piena di attività culturali e sociali con un ampio riguardo ai bisogni dei suoi cittadini, dalle famiglie, passando per i giovani fino agli anziani grazie a tutte le proposte attuate dal suo governo.

“Mi fermo qui con la tristezza di questo finale però non mi sento di mettere la parola fine al lavoro che è stato fatto fino adesso. Nell’ultimo notiziario comunale ho scritto ai miei cittadini che avevo intenzione di continuare a chiedermi non quello che mi potevo aspettare dalla mia città, ma quello che potevo continuare a fare per la mia città e sono convinta che posso fare ancora molto per la mia Alzano.” Non è quindi un addio alla città da parte di Annalisa Nowak, ma soltanto un arrivederci.

di Mattia Barcella

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