LA BANALITA’ E LE CERTEZZE

12272752_10207908258093951_208047493_n

Chi segue questo magazine, o il mio lavoro in generale, sa di cosa mi occupo. A tutti gli altri che si affacciano adesso sulle pagine del Saint Martin Post, posso dire che scrivo. Molto semplicemente, quello che faccio è scrivere. Se si vuole entrare più nello specifico, scribacchio quasi esclusivamente di cinema e per il cinema, di conseguenza tutti questi fatti d’attualità che ci stanno capitando intorno suscitano in me, a livello giornalistico, lo stesso effetto che avrebbe un nuovo film dei Vanzina: scarso interesse. Non per presunta superiorità o per darmi arie da duro, ma semplicemente non fa per me scrivere di politica, attentati, situazioni sociali e via discorrendo, sono cose che lascio ad altri, ben più bravi ed esperti di me. Volevo davvero tenermi distaccato dai fatti di Parigi come da quelli accaduti in Africa, sempre in questi giorni, ma poi ecco che inciampo in una foto, una singola foto, e un vortice di pensieri mi attraversa. Come diceva Antonioni, bisogna abbandonarsi alla scrittura, ed è allora che comprendiamo quanto non siamo altro che un tramite, l’avatar di un’idea, un’ispirazione, una storia. Bella o brutta, felice o dolorosa, non possiamo fare altro che lasciarla uscire, liberarla e vederla spiegare le ali. Il più delle volte una sensazione meravigliosa, altre, invece, un modo tutto nostro di toglierci un macigno dallo stomaco e scagliarlo con ogni forza che possediamo in cielo, per distruggerlo. Da scribacchino questo so fare, e non c’è xanax più potente di un foglio bianco e tante idee in testa, specialmente se a farle debordare sono un viso, due occhi, un sorriso, la foto di una ragazza uccisa in un attentato.

Che banalità, vero? L’ennesimo articolo su di una ragazza ventottenne veneziana che lavorava in Francia, barbaramente uccisa da un terrorista dello Stato Islamico durante i fatti di Parigi. Persino la parola barbaramente è banale, da tanto viene utilizzata, e quando una parola diventa banale bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere che, magari, si sta esagerando. Noi italiani dovremmo essere abituati all’esagerazione, visti i personaggi che colorano i rotocalchi nostrani, le macchiette che si riempiono la bocca di verità assolute, quando fino al giorno prima a riempir loro la bocca era qualcos’altro. Sparare a zero e lamentarsi sono gli sport ufficiali del Bel Paese, ma questi stupratori di parole dovrebbero imparare a tacere e non a utilizzare ogni accadimento drammatico come un modo per fare proselitismo.
Ma ho divagato, scusatemi.
Parlavo di banalità e di quanto risulti complicato scrivere qualcosa riguardo un argomento sulle labbra di tutti, discusso sui giornali, in tv, persino nei bar, immagino, con i vecchietti straripanti di rosso che almanaccano selvaggi su questi stranieri che ci rubano il lavoro. Ah no, quello è un’altra cosa, ma in fondo il senso non cambia. Superficialità, un must tutto tricolore.

La verità, miei cari, è che non è vero che tutto è come prima. Non lo è proprio per niente. Qui sta cambiando ogni cosa ed è totalmente inutile fare finta e ancorarsi al nostro abitudinario quotidiano. Perché quando una ragazza ventottenne viene ammazzata in nome di un disagio sociale mascherato da religione, a me muore la speranza nell’umanità. Già flebile dopo anni di sodomia istituzionale, capite anche voi com’è difficile tenerla viva. Più di cento morti in una notte, chissà quante altre centinaia nel mondo, io come faccio a vedere la luce in fondo al tunnel? Come minimo se la vedo è il faro di un treno in corsa.
E allora cosa faccio? Espatrio in Nuova Zelanda dove ci sono più pecore che uomini? Le pecore non imbracciano fucili, al massimo si licantropizzano, come in un divertente film di Jonathan King. Pensandoci bene non è un’idea da scartare, soprattutto perché vorrei essere onesto con voi: io ho paura. Ma cazzo, una paura fottuta. Soprattutto perché non ci capisco più niente di quello che sta succedendo e ogni volta che sento qualcuno parlarne mi si complica ancora maggiormente il quadro generale che ho in testa. Ecco perché mi occupo solo di cinema, lì la paura maggiore è sapere che Massimo Boldi interpreterà un altro film. Ma come fate voi che avete sempre le idee chiare? Sempre sul pezzo, sempre fruitori della vera visione del mondo. “Bastardi Islamici”, “Macelleria Islamica”, “chi mi parla dell’islam moderato lo prendo a calci in culo”, vi guardo con ammirazione perché avete immancabilmente la giusta prospettiva, siete i miei punti cardinali. Per fortuna che ci siete voi, con le idee chiare e un bisogno pazzesco di sfogare non so bene che tipo di frustrazione, aprendo la bocca e lasciando uscire vagonate di sublimi cazzate. Le parole sbagliate al momento sbagliato, siete una delle mie certezze e di questo vi ringrazio, perché nel marasma generale la vita ha bisogno di certezze.

Valeria, dannazione, lo vedi cosa mi hai fatto fare? Scrivere un articolo per parlarti e poi ho scritto di tutto fuorché di te. Ma, in fondo, c’è davvero bisogno di scrivere altro? Chi ti ama pianga, così come fa chi ama le vittime degli attentati. A tutti gli altri, se steste un po’ zitti, magari riuscireste a sentire quel meraviglioso suono che spesso viene maltrattato e demonizzato, ma che è utilissimo per una cosa che probabilmente non fate mai: pensare. È il silenzio, se non l’avevate capito. Avete mai pensato che stando in silenzio potreste mascherare l’ignoranza?
Oh, scusate, pensare e silenzio nella stessa frase, spero non vi siano venute le convulsioni. Non vorrei perdere gente che mi fa sentire tanto intelligente.

di Manuel Leale

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...