VIOLENZA GENERA VIOLENZA

Valeria Solesin

Sto fissando lo schermo del mio computer da più di un’ora. Sul tavolo alcuni quotidiani di oggi e vari ritagli di articoli apparsi tra sabato e domenica. Leggo i titoli, sfoglio le pagine, ma le foto sono quelle che più di tutto catturano la mia attenzione. Soprattutto una foto: una ragazza, capelli castani lunghi, occhi color ambra e un sorriso, uno splendido sorriso. Quella ragazza si chiamava Valeria Solesin, aveva 28 anni ed era italiana, originaria di Venezia. Venerdì notte è rimasta barbaramente uccisa, insieme a tantissime altre ragazze e a tantissimi ragazzi, al teatro Bataclan di Parigi in uno dei sei attentati terroristici che hanno scosso nel profondo la capitale della Francia.

Mi sembra di essere tornati indietro di colpo al 7 gennaio scorso quando ci fu l’attacco alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, ma con una sensazione di impotenza ben peggiore di allora. Per preparare questo mio articolo ho riletto quello che scrissi a gennaio e, purtroppo, tutte le parole che usai sono ancora dannatamente attuali. Riferimento all’uso delle citazioni tratte dalle opere di Oriana Fallaci usate a seconda dei fini politici di parte (a proposito quanta gente avrà letto tutto, dall’inizio alla fine, un libro della scrittrice fiorentina?! Io penso gran pochi nel marasma del popolo social) o ai tristi titoli dei quotidiani italiani come quello di sabato scorso di Libero “bastardi islamici”. Anche dopo Charlie Hebdo, Libero aveva titolato a tutta pagina “Questo è l’Islam” mentre Il Giornale invece titolava “Macelleria islamica”. Personalmente ritengo da sempre come la libertà di stampa e più in generale di pensiero siano un sacrosanto diritto che fa di uno stato il più democratico possibile, ma questo tipo di giornalismo non fa informazione, anzi fa disinformazione vera e propria, storpiando la realtà.

Smettiamo di reagire di pancia.
Smettiamo di parlare e di pensare a “slogan”.
Smettiamo di confondere il problema dell’immigrazione con il problema del terrorismo.
Smettiamo di strumentalizzare attentati del genere solo per fini politici elettorali.

Cominciamo a reagire con la testa.
Cominciamo ad informarci e a leggere di più.
Cominciamo a dialogare responsabilmente con i paesi da dove partono milioni di persone per trovare una soluzione vera.
Cominciamo a pensare alle prossime generazioni e non alle prossime elezioni.

La-torre-Eiffel-spenta-in-segno-di-cordoglio-672x372

Tiziano Terzani, nella sua famosa lettera di risposta all’ormai famoso articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, scrisse che era più che convinto che il problema del terrorismo non si sarebbe risolto uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali. Una via razionale per cercare di risolvere pacificamente il drammatico disegno geopolitico che si stava definendo in seguito ai gravissimi attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Una via però che a distanza di quattordici anni non si è voluta ancora intraprendere.

di Mattia Barcella

“Pensi davvero cara Oriana che la violenza sia il miglior modo per sconfiggere la violenza? Da che mondo è mondo non c’è stata ancora la guerra che ha messo fine a tutte le guerre. Non lo sarà nemmeno questa.”
Tiziano Terzani, “il sultano e San Francesco” – 08/10/2001

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...