SIAMO DAVVERO LA MIGLIORE VERSIONE DI NOI STESSI?

Poco meno di cent’anni fa a Parigi la moglie dello stilista Paul Poiret indossò un abito per tenere una dimostrazione delle ideazioni del marito. Nacque così il concetto di haute couture e per la prima volta nella storia della moda lo stilista andò a sostituire les mannequins con donne vere.

E’ trascorso quasi un secolo ed eccoci ancora qui a domandarci se le modelle che vediamo sulle passerelle sono davvero delle ragazze con un’anima ed una personalità o se sono semplicemente delle grucce umane che vengono scelte, utilizzate e poi scartate come oggetti usa e getta.

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E’ difficile trovare delle valide differenze tra i manichini di legno di un tempo e queste esili fanciulle che, firmando il contratto dei loro sogni, perdono la libertà di esprimere il proprio parere riguardo la loro stessa vita e non sono più padrone del loro corpo ma schiave dei voleri altrui. Non possono ingrassare ma non possono dimagrire, non sono libere di tingersi i capelli, farsi un tatuaggio o lasciare la città anche solo per andare a trovare i genitori.

Donne come Anna Eleanor RooseveltEvita Perón e Anna Maria Mozzoni hanno lottato una vita intera per l’emancipazione e ora ci sono ragazze che firmano contratti che le rendono volontariamente sottomesse e come se non bastasse molte volte tutti i loro sforzi e le sofferenze non bastano per raggiungere l’obiettivo.

Solamente a Parigi le modelle sono approssimativamente 20 mila delle quali solo 2 mila hanno un lavoro fisso ed il restante 80% corre e si dispera tra casting e provini. Ma nonostante i dati siano sconcertanti e sminuiscano le potenzialità della persona, sempre più ragazze e ragazzi intraprendono questo sogno e credono di poter fare di questa professione la loro carriera lavorativa.

Ogni sogno lavorativo o obiettivo di vita va rispettato perchè come noi crediamo sia disumano vendere il proprio corpo, per qualcun’altro passare un’intera vita sui libri per diventare dottori o manager è equamente irragionevole. Noi per guadagnarci la possibilità di scrivere la tesi con il professore di Marketing andiamo a fare lo stage all’estero e loro mangiano fazzoletti di carta per non patire la fame e superare gli estenuanti provini.

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Sicuramente vi sarete già domandati chi possa essere quella figura nel mondo della moda che definisce i canoni delle modelle e l’editor di Vogue AustraliaKirstie Clements, ci svela che gli estimatori delle taglie zero non sono principalmente gli editors dei giornali, ma bensì i designers e gli stilisti. Sono loro che producono l’abito e quindi richiedono delle precise misure alle quali le modelle si devono attenere. Le fit models sono usate negli ateliers dei designer più famosi e di conseguenza le sempre più giovani aspiranti modelle idolatrano questi manichini viventi e scheletri tutti pelle ed ossa sperando un giorno di poter prendere il loro posto.

Durante la New York Fashion Week non sono passate inosservate le modelle di Victoria Beckham che ancora una volta viene inondata da doverose critiche e pungenti osservazioni. Le ragazze sulla passerella vengono paragonate a degli scheletri, ma la stilista risponde a tono affermando: “Voglio che le donne si sentano la migliore versione di se stesse“. Frase accattivante, indubbiamente perfetta, ma davvero crediamo che quelle fanciulle siano la versione di loro stesse che più le caratterizza e valorizza?

Lavorando a NYC ho avuto l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con la modella ormai newyorkese Yudu Z. alla quale tra le altre domande, ho voluto chiedere se si sentisse davvero la migliore versione di lei stessa. Qui troverete soltanto l’estratto più saliente dell’intervista in lingua inglese, ma tenete conto che lei è originaria di una piccola città in Cina ed e’ solo una diciannovenne.

Posso chiederti qualche informazione in più riguardo al tuo contratto lavorativo?

Certo che puoi, i nostri contratti non sono segreti ma davvero particolari. Personalmente sono davvero fortunata che l’IMG Models mi abbia scelta e quindi posso vantarmi di avere un buon contratto. Come sta scritto su tutti i giornali ci pagano davvero poco ma non tutti sanno che l’agenzia copre tutte le spese dei nostri viaggi lavorativi, del makeup e di tutto il resto. Per noi e’ davvero un fattore importante perché al momento non avremmo i soldi per poterci permettere di viaggiare e di comprare abiti eleganti ma quando potremo permettercelo i nostri agenti preleveranno una percentuale dal nostro contratto riprendendosi indietro il denaro che ci hanno prestato. Può suonare strano e poco vantaggioso ma ci aiutano realmente nel momento del bisogno economico e ci danno la possibilità di intraprendere una carriera per noi davvero importante.

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Onestamente non ero a conoscenza di questo dettaglio nel vostro contratto. Sicuramente vi aiutano nel momento del bisogno, ma credo che ogni agenzia, chi più e chi meno, vada a riprendersi con tutti gli interessi ciò che non vi aveva fatto pagare. Parliamo quindi del cibo. Cosa puoi dirmi riguardo alla tua alimentazione?

Aspettavo questa domanda dal primo momento che ti ho incontrata, ma la risposta è semplice: possiamo mangiare cosa vogliamo quando vogliamo. Dipende davvero da noi, MA se mangiando troppo o troppo poco andiamo a violare anche solo un punto del nostro contratto la nostra agenzia ci può licenziare quando vuole. Non possiamo perdere più di cinque kg e non possiamo ingrassare più di due. Voi vi focalizzate sul cibo, ma noi non possiamo farci tatuaggi, piercing o colorarci i capelli senza l’approvazione del nostro agente. Siamo libere esattamente come voi, ma dopo aver firmato il contratto e aver deciso che la moda sarà la nostra professione. E’ come se avessimo le mani legate.

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Personalmente credo sia da pazzi vendere il proprio corpo ad una persona e lasciar decider agli altri ciò che si deve dire, fare o sembrare, ma sono scelte di vita e io rispetto la tua. Ti posso chiedere se c’è qualcos’altro che siete libere di fare ma che potrebbe influenzare negativamente la vostra carriera?

Comprendo sia difficile da capire, ma per noi è normale e avere un contratto con più limitazioni ci permette di essere più tutelate e la concorrenza diminuisce notevolmente. Comunque onestamente parlando in genere della mia vita è un po’ tutto sotto controllo perché avendo ingaggi saltuari non possiamo allontanarci dalla città senza chiedere l’autorizzazione o partecipare a delle feste private prima di uno shoot fotografico. Le nostre dietologhe e personal trainer ci controllano settimanalmente e anche loro contribuiscono al nostro successo o insuccesso e quindi bisogna rispettare i loro voleri. Pensa che vado sempre in giro con in borsa una mia foto e le mie misure cosicché se qualcuno mi vede posso mostragli ciò che sono. Ti faccio un esempio, guarda! (Nel frattempo prende carta e penna e mi scrive questi dati sul retro di uno scontrino). Per loro IO sono questi numeri qui ed e’ per quello che li so a memoria perche’ mi caratterizzano e mi fanno superare i provini: Height: 178 – Bust: 84  – Waist: 60 –  Hips: 85.5  – Shoe: 40  – Hair: Black  – Eyes: Black.

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Anche io porto sempre in borsa un CV in inglese ma ti assicuro che la foto è piccola piccola e le informazioni sul peso e le altre misure non compaiono su quei fogli. Il vostro e’ assolutamente un mondo diverso! Ma lasciami porti l’ultima domanda: ad oggi, ti consideri la migliore versione di te stessa?

Le domande sul cibo e sui contratti erano più semplici. Mmm, lasciami pensare. Sono contenta di vivere e lavorare a NYC, sono soddisfatta dei miei progressi lavorativi e vedo un futuro per me in questo settore, ma vorrei essere più magra, più longilinea e avere i capelli più sani e lunghi. Sono felice, ma ogni tanto vorrei uscire con le mie amiche e non pensare alle calorie dei drinks, andare al mare e prendere il sole o anche solo svegliarmi al mattino e sapere quando e se lavorerò quella settimana.

di Clara Allena

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