GUCCI WOMEN’S SPRING SUMMER 2016

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La settimana della moda milanese ha aperto le danze con una delle sfilate più attese della stagione: Gucci women’s ss 2016.
La casa di moda è ormai da Gennaio che sta facendo parlare di sé: da quando Frida Giannini ha lasciato la direzione creativa e il suo posto è stato affidato da Marco Bizzarri, CEO del brand, ad uno dei designer più innovativi del panorama italiano, Alessandro Michele. Scelta che ha stravolto il brand lanciandolo in un vortice mosso da innovazione e sperimentazione.

Le nuove linee guida proposte dal direttore creativo derivano da un background professionale e culturale che ritroviamo in ogni pezzo sfilato in passerella.

Tutto risulta essere curato in ogni dettaglio anche se la regola base resta l’imperfezione, data dalla fluidità delle forme.

La location, l’ex scalo ferroviario Farini, accoglie gli invitati in un ambiente in cui natura e magia si fondono dando vita ad un’atmosfera d’altro tempo dove il colore, chiave della primavera, diventa protagonista indiscusso della nuova donna by Gucci.

Alla sfilata presenziano grandi personalità sia del mondo della moda, come la direttrice di Vogue Anna Wintour, che del mondo del cinema, come l’attrice Dakota Johnson. Gli ospiti si accomodano su sedie decorate con la stessa stampa indossata dalle modelle, mentre i tappetti uniscono alla loro trama floreale quella sensazione di mondo incantato suggerito dai lunghi dragoni rosa.

Quella che emerge è una donna energica, che trasmette la sua determinazione attraverso le sfumature di colore dei tessuti, una donna dalla forte personalità che sceglie di indossare capi estremamente sofisticati per un prêt-à-porter.
Gucci onora la primavera con una donna/dea d’altri tempi. Una bellezza eterea che sceglie di indossare il simbolo per eccellenza della rinascita: il fiore. Ora in macramè, ora stampato in trompe l’oeil su lunghe gonne colorate di seta, chiffon e addirittura di latex. Sono anche presenti nei colletti delle camicie con volant.
Le cravatte sono state abbinate ai tailleur che, secondo le regole del gioco di androginia di Michele, nascono da un modello maschile arrivando ad una perfetta silhouette femminile dai tagli tipicamente anni ’70.

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Sfila una donna decisa, sensuale e con quel tocco di eccentricità che le permette di sfoggiare trasparenze date dall’utilizzo di tulle leggero dalle sfumature color pastello.

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La perfezione viene raggiunta con la scelta di realizzare abiti a stampa geografica, le cui mappe però sono quelle di Madeleine de Scudéry e della sua Carte du Tendre, ovvero, la carta dei sentimenti e degli affetti.

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La cura del dettaglio si riscontra anche nella scelta degli accessori ed in particolare le scarpe che alternano tacchi altissimi decorati a mano con serpenti e fiori agli storici mocassini.

Le borse sia in pelle che in tessuto, prevalentemente a mano o con piccole catene, hanno un sapore vintage dato dall’antica chiusura a doppia G, al quale però si contrappone l’applicazione di materiali come il nastro web verde/rosso/verde e le paillettes.

di Edoardo Andrini

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