SOGNATORI CODARDI

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I sogni sono qualcosa che tutti abbiamo ben presente, ma che nessuno conosce davvero. Tutti ne abbiamo, tutti abbiamo un’ambizione, un qualcosa che rincorriamo continuamente, senza pace, senza respiro. Tutti, dal primo all’ultimo, corriamo dietro a qualcosa.

L’aspetto brutto è che questa maledetta corsa può durare persino una vita intera, può durare anni, mesi, settimane, forse in casa fortunati troppo rari, bastano dei giorni.

Ma perché? Come perché?! È una risposta così difficile? È che siamo semplicemente dei codardi.

Corriamo continuamente dietro a qualcosa, ma corriamo a mani basse, non ci mettiamo quel qualcosa in più, quel valore aggiunto che potrebbe farci raggiungere il nostro sogno fuggitivo. Devi tirarle in avanti quelle mani se vuoi prendere il tuo sogno, non puoi continuare a fare solo ciò che ti fa comodo. Così avrai il tuo sogno lì davanti a te, al sicuro, perfettamente impacchettato nella sua splendida carta da regalo che non hai il coraggio di aprire, ma non lo avrai davvero.

Lo lasciamo lì, non lo tocchiamo, il nostro sogno, ci limitiamo solo a guardarlo da vicino perché non abbiamo il coraggio di arrischiarci a prenderlo per paura di rovinarlo, di romperlo, di distruggerlo.

Ci piace fare le cose comode, sufficienti, certe: ci piace essere sempre sicuri del momento successivo, di ciò che stiamo per vivere.

Ci buttiamo solo se abbiamo il materasso sotto, e guai se quel materasso ha al suo centro uno spillo: se solo ci buttassimo lievemente più a destra non lo sfioreremmo nemmeno quel pungiglione minuscolo, ma il rischio di pungerci c’è, e allora rimandiamo il nostro tuffo.

Non ci butteremmo mai in mezzo alle spine, nemmeno se a un passo da esse ci fosse il nostro sogno, la cosa che bramiamo più di tutto, e guai se tra queste spine ci fosse un cavo elettrico bagnato!

Non sia mai! Troppo rischio di prendere una scossa!

Facciamo le cose solo per comodità: chi se ne frega se abbiamo tutto ciò che vogliamo a un passo, se non è comodo non ci interessa.

E la cosa brutta è che ci va bene così: non facciamo nulla per cambiare la nostra situazione, ci sguazziamo dentro come se fosse una piscina di acqua calda delle terme.

Il problema di base è che di tutto questo noi piangiamo, stiamo male, ci lamentiamo con chi ci sta intorno.
Siamo tutti dei codardi senza attributi, senza voglie, senza più bisogni.

Dovremmo avere sempre fame, dovremmo essere in continua corsa e una volta ottenuto ciò che vogliamo dovremmo essere capaci di chiederne ancora, dovremmo voler fare sempre un altro giro, un’altra corsa, cercare di vincere anche un altro regalo. Chi se ne importa se ciò dovesse portarci a stramazzare al suolo esausti, è un rischio che dovremmo correre.

Ecco, dovremmo essere così con i nostri sogni, quasi affetti da una sana dipendenza: dovremmo avere migliaia di sogni, e ogni giorno dovremmo premurarci di realizzarne uno, ma realizzato quello non dovremmo fermarci, dobbiamo passare al prossimo, e a quello dopo ancora, e così via fino all’ultimo delle migliaia.

Fa nulla se cadremo, fa nulla se sogno dopo sogno rischieremo di farci male, rischieremo la vita, fa nulla: avremo ottenuto ciò per cui abbiamo corso, senza stare comodi. Staremo molto più comodi poi, seduti sul nostro sogno, ve lo assicuro.

A quel punto non ci sarà più bisogno di correre dietro a quel qualcosa, caso mai correremo dietro a qualcos’altro, ma sotto la voce “Sogno X” ci sarà uno splendido timbro: “FATTO”, realizzato.

di Linda Moranzoni

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