CUSTODIA SOCIALE: LA NUOVA SFIDA PER I GIOVANI ALZANESI

nese

Vivere un anno con altri ragazzi della tua città, condividere la stessa casa e la voglia di migliorare concretamente il posto in cui vivi.
Una bella idea? Ora diventa realtà.

Grazie alla collaborazione tra Comune di Alzano Lombardo e Cooperativa Sociale bergamasca AEPER (Animazione, Educazione, Prevenzione e Reinserimento), entrambi convinti dell’importanza di attuare azioni e politiche sempre più orientate a costruire opportunità concrete di inserimento lavorativo per giovani e di promozione della loro autonomia, nasce il progetto di custodia/portierato sociale, che prevede l’inserimento in maniera continuativa e residenziale di un gruppo di giovani in un appartamento (confiscato alla mafia) messo a disposizione dell’Amministrazione Comunale. In cambio i ragazzi svolgeranno alcune attività utili per il territorio, tra le quali:

  • portierato sociale a supporto degli appartamenti di gestione dell’Amministrazione Comunale: mediazione e accompagnamento di anziani, animazione e relazione con la proprietà dell’appartamento;
  • custodia sociale su tutto il territorio, con un’attenzione privilegiata nei confronti di persone anziane o in situazione di fragilità e famiglie disagiate;
  • supporto ad alcuni servizi comunali o territoriali: presenza negli spazi aggregativi, sostegno di alcune attività dell’Istituto Comprensivo, …

In poche parole: un gruppo di tre/quattro giovani vivrà per un anno in un appartamento dato in usufrutto gratuito dal Comune di Alzano Lombardo, garantendo un numero da precisare di ore settimanali di azioni a supporto del benessere dei residenti. Il gruppo sarà supportato da un operatore sociale del Progetto Giovani di Alzano Lombardo che ne faciliterà l’inserimento, l’espletazione delle azioni e la relazione con gli enti istituzionali.

Tre ottime ragioni per le quali il progetto di custodia/portierato sociale rappresenta un’opportunità unica e imperdibile per la cittadina bergamasca?

1) Il Comune di Alzano Lombardo avrà la possibilità di attivare una sperimentazione che, accompagnata nel tempo, potrà essere di supporto alla gestione non facile di contesti abitativi popolari e situazioni di fragilità, promuovendo attivamente una politica di cittadinanza attiva dei propri giovani abitanti, valorizzandone le competenze e consentendo loro di esprimersi dal punto di vista della compartecipazione alla vita della comunità stessa;

2) I giovani coinvolti saranno i protagonisti di un’azione concreta di cittadinanza attiva utile alla costruzione di un proprio percorso di vita autonomo, metteranno in rilievo o consolideranno le proprie competenze nella gestione di una convivenza tra pari, orientata ad aspetti di tipo sociale e potranno usufruire di un’abitazione, anche se solo in modo temporaneo;

3) Le agenzie educative e la comunità stessa promuoveranno forme concrete di accoglienza ed accompagnamento alla “vita attiva ed autonoma” dei propri giovani, contribuendo alla realizzazione del progetto nell’individuare i giovani candidati e candidabili.

di Redazione SMP

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