BACK TO THE 50’s: AUDREY AND GRACE

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Vi ricordate gli anni ’50? Le gonne a ruota, le pin-up girls, le giacche di pelle alla Danny Zuko? Il binomio blue jeans + t-shirt? Ecco, siamo tutti d’accordo nel dire che i protagonisti indiscussi sono stati loro: gli Stati Uniti.
Luogo in cui nascono le nuove tendenze e patria del rock’n’roll, gli USA hanno fatto sognare un mondo devastato dal secondo conflitto mondiale. In particolare due attrici, destinate a diventare sinonimo per eccellenza di eleganza e stile, hanno aiutato con i loro film un’infinità di donne, madri e figlie che impararono a non smettere di sognare.
Audrey Hepburn e Grace Kelly. Entrambe vinsero un oscar come miglior attrice protagonista, un premio che segnò una svolta non solo nella loro carriera cinematografica, eleggendole a dive, ma anche ad icone di uno stile raffinato e senza tempo.

Ci troviamo ad Hollywood, ed in particolare al Pantages Theatre. Qui due ragazze stavano gettando le basi per una carriera destinata a restare per sempre nella storia. Due attrici stavano per ricevere il premio più ambito: l’Oscar. Nel 1954 toccò ad Audrey con “Vacanze romane”, mentre, l’anno successivo, fu il turno di Grace con “La ragazza di campagna”. Si trattava della ventiseiesima edizione degli Academy Awards quando una giovanissima, poco più che ventenne, Audrey Hepburn vinse l’Oscar con “Vacanze romane”. Principessa nel film, regina quella notte. Audrey indossava un abito destinato a passare alla storia, non solo per la bellezza, ma soprattutto perché sanciva il suo legame con Hubert de Givenchy. Egli aveva realizzato un vestito in pizzo a motivo floreale, senza spalline, e con una cintura in vita dello stesso color avorio dell’abito.

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Il rapporto di migliore amicizia con lo stilista, definito così dalla stessa attrice, nacque a partire dalle riprese del film “Sabrina”, per cui Givenchy realizzò il celebre abito lungo, bianco e nero.
Fu poi con “Colazione da Tiffany” ed in particolare con la realizzazione del Little Black Dress, il tubino nero, che si creò un sodalizo tra cinema e moda, tra eleganza e semplicità.
Il vestito in raso nero con le spalle scoperte è considerato il più bello mai indossato da un’attrice in un film. Un “must have” che non può assolutamente mancare nel guardaroba di una donna e questo grazie ad uno degli stilisti più importanti nella storia della moda.

“Personalmente dipendo da Givenchy come le donne americane dipendono dal loro psichiatra.”

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Mentre Audrey indossava i panni di una principessa, Grace Kelly realizzava il sogno di ogni bambina: sposare un principe. Cosa, oltre alla corona, rende una principessa degna di questo titolo? Ovviamente l’abito.
Grace, il suo, lo indossò un anno prima del matrimonio con Ranieri III di Monaco. Ci troviamo durante la notte degli Oscar del 1955, quando una giovane attrice percorse il red carpet in un lungo e raggiante abito da sera in seta, color acquamarina, considerato il più bello che sia mai stato indossato durante gli Academy Awards.

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Il vestito fu realizzato da Edith Head, costumista della Paramount Pictures e vincitrice di otto premi Oscar, che, per l’attrice, aveva disegnato anche il celebre abito con corpetto nero con scollo a “V” su un’ampia gonna in tulle bianco, indossato in “La finestra sul cortile”.
Edith viene definita da Vogue come la “costume designer più famosa di tutta la storia del cinema”. Il suo nome è spesse volte associato a quello del grande regista Hitchcok, che, non a caso, scelse Grace come sua musa ispiratrice: “ghiaccio bollente” sono le parole con le quali descriveva la principessa.

di Edoardo Andrini

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