SCHIAP: SHOCKING PINK COMES BACK TO LIFE

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Correva l’anno 1935 quando, in Place Vendôme, nel cuore di Parigi, Elsa Schiaparelli aprì la sua prima boutique.
Una donna che fin dalla copertina del Time dell’anno precedente si presentò al mondo come emblema della modernità: non solo per le insolite collaborazioni con Salvador Dalí e le influenze surrealiste, ma più in generale per la visione che aveva della moda, strettamente collegata al suo estro. Alle creazioni uniche ed originali come il vestito aragosta del 1937 o il cappelloscarpa, Elsa univa uno sguardo rivolto al nascente prêt-à-porter. Ovvero una moda pronta per la vendita, più rapida ed in serie, che trovò espressione in due delle sue più grandi invenzioni: la cerniera lampo e la tecnica del trompe l’oeil.

La Maison venne chiusa nel 1954 al suo rientro a Parigi dopo un periodo a New York a causa della guerra. Per oltre cinquant’anni Schiaparelli rimase nell’ombra. Un’ombra che però non ha mai smesso di affascinare ed influenzare le collezioni dei più grandi stilisti che videro in Elsa la loro musa ispiratrice: la regina di innovazione e stile. Solo grazie a Diego Della Valle, la Maison è ritornata in auge e ha ripreso il suo posto nell’Olimpo della moda, ristabilendosi al 21 di Place Vendôme. Il brand dichiara di essere pronto a ripercorrere quei canoni di stile e di creatività imposti dalla sua fondatrice. A questo puzzle di storia che ha cambiato il modo di vestire delle donne già a partire dagli anni trenta, si aggiungono gli sguardi nuovi dei grandi designer che, fin dai diciotto abiti realizzati da Christian Lacroix nel 2013 per la collezione di lancio e tributo, hanno collaborato con la casa di moda rivolgendosi ad un nuovo futuro che si prospetta grandioso come quello della sua più grande rivale: Coco.

Ad aprile 2015 è stato nominato un nuovo direttore creativo: Bertrand Guyon. Fin da subito egli ha affermato di voler lavorare nel rispetto della storia del brand, unendo però ad un passato glorioso una visione moderna e contemporanea “come lei stessa è sempre stata”. La sua prima collezione Haute Couture autunno/inverno 2015/2016 è stata presentata a Parigi all’interno del magico “Theatre d’Elsa”. Un luogo che richiama certamente quelle sfilate che fu la stessa Elsa ad inventare, un luogo in cui trentasei abiti (ognuno con un nome di un’opera) sono stati presentati come risultato dell’unione tra il percorso stilistico di Guyon e i dettagli senza tempo del marchio.

Di Guyon si riconoscono sia i tratti tipici della classicità romana, acquisita in seguito alla collaborazione con Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli da Valentino, che il rigore e la linearità degli abiti uniti alla cura dei dettagli, che derivano invece dalle influenze del periodo legato a Balenciaga. Molti sono gli elementi che richiamano quello stile inimitabile che da sempre ha caratterizzato il tema delle collezioni Schiaparelli. Il gusto anni trenta, la Parigi chic e barocca, l’oro, l’Iris, gli occhi, le stelle, i cuori ed infine il contrasto tra i colori: che dal nero arrivano al rosa. Proprio quest’ultimo, il rosa Schiaparelli, è la firma della Maison. Esso venne inventato dalla stessa Elsa quando, nel 1937, lanciò Shocking de Schiaparelli. Una nuova fragranza il cui flacone, disegnato da Léonor Fini, aveva la forma del busto di Mae West e la confezione era caratterizzata da questa nuance di rosa destinata a diventare uno dei motivi ricorrenti della stilista.

di Edoardo Andrini

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#ElsaSchiaparelli ::: #moda ::: #SaintMartinPost

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