LA CARITA’ DI EXPO

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A Milano Expo 2015 c’è davvero tutto il mondo, compreso il padiglione della Città del Vaticano. Costato la bellezza di 3 milioni di euro, ripartiti egualmente tra Pontificio Consiglio della cultura, Conferenza episcopale italiana e arcidiocesi di Milano, il padiglione giallo e bianco ricorda vagamente una chiesa con all’esterno le scritte metalliche “Non di solo pane vive l’uomo” e “Dacci oggi il nostro pane” proprio per voler far riflettere i visitatori dell’esposizione universale. Notizia di pochi giorni fa è che il Vaticano ha devoluto la somma di 68mila euro, raccolti nel suo padiglione, ai profughi della Giordania. Una cifra molto lontana dal costo della struttura e se si rapporta la somma delle donazioni con il numero dei visitatori che, secondo i dati ufficiali resi pubblici dalla Santa Sede, sono stati quasi 690mila, vuol dire che ogni visitatore ha donato in media meno di 10 centesimi.

I costi esorbitanti della struttura del padiglione avevano suscitato numerose polemiche tra le quali anche quelle di Papa Francesco che era stato tenuto all’oscuro dell’operazione all’interno del Vaticano. Non a caso il Papa ha sempre declinato gli inviti di Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, e di Ettore Scola, Arcivescovo di Milano, per visitare Expo, ma ha mandato soltanto un videomessaggio, trasmesso all’inaugurazione del 1° maggio scorso, in cui affermava che “anche l’Expo, per certi aspetti, fa parte del paradosso dell’abbondanza, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce a un modello di sviluppo equo e sostenibile”. Inoltre aveva aggiunto che “l’Expo è un’occasione propizia per globalizzare la solidarietà. Cerchiamo di non sprecarla ma di valorizzarla pienamente”. Credo che quel suo invito sia stato rapidamente dimenticato.

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“In quanto risultato essere le fasce più deboli colpite dal conflitto in Medio Oriente”, Papa Francesco aveva deciso nel luglio scorso che tutte le offerte raccolte dal padiglione della Santa Sede sarebbero state interamente donate ai bisogni di bambini e delle famiglie dei profughi presenti attualmente in Giordania. Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura che ha organizzato il padiglione della Santa Sede all’Expo, aveva fatto sapere che la cifra raccolta dalle offerte dei visitatori sarebbe stata destinata per finanziare progetti nel campo dell’educazione e del sostegno alle prime necessità delle famiglie. Nessuno però si immaginava che, a due mesi dalla chiusura, le offerte sarebbero state soltanto di 68mila euro.

“Vorrei che ogni persona che passerà a visitare l’Expo di Milano, attraversando quei meravigliosi padiglioni, possa percepire la presenza di quei volti. Una presenza nascosta, ma che in realtà dev’essere la vera protagonista dell’evento: i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva”. Mi sa, caro Papa, che in pochi hanno percepito quei volti.

di Mattia Barcella

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