CON LA FAMIGLIA BORSELLINO, SEMPRE

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di Mattia Barcella

Ieri, 19 luglio 2015, cadeva il 23° anniversario della Strage di Via D’Amelio a Palermo dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina). Alle 17 sono uscito sul mio terrazzo e ho guardato il cielo, in silenzio, pensando a quelle vite così brutalmente spezzate. Era domenica, proprio come ieri. Borsellino avrebbe dovuto incontrarsi con la madre, che abitava in quella via, per accompagnarla dal cardiologo: era agitata, ma il pensiero che con lei ci fosse il suo Paolo la faceva sentire meglio. Ad oggi, i colpevoli di quell’orrenda strage sono ancora sconosciuti ed impuniti.

Proprio in questi giorni, si è tornati a parlare della famiglia Borsellino per via della triste vicenda di Lucia, figlia di Paolo, che prima si è dimessa dalla carica di assessore alla sanità della giunta regionale del governatore Rosario Crocetta, e successivamente si è trovata in mezzo ad una presunta intercettazione tra lo stesso governatore e il medico Matteo Tutino, il quale augurava alla primogenita del magistrato assassinato di finire come il padre”.

Il secondo figlio del giudice, Manfredi, oggi commissario di polizia, è intervenuto, alla commemorazione per il padre davanti ad una platea di alte personalità dello stato, tra cui anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, leggendo, visibilmente commosso e risentito, un manifesto dei famigliari del giudice assassinato dalla mafia. Di seguito condivido con voi queste sue parole forti, da rileggere lentamente per capire al meglio i sentimenti che provano in questi difficili momenti:

Oggi io intervengo non per commemorare mio padre, cosa che probabilmente molti presenti in quest’aula sanno fare e faranno meglio del sottoscritto, oggi intervengo perché non credevo che la figlia più grande di mio padre, colei con cui viveva in simbiosi e dialogava anche solo con lo sguardo, dopo 23 anni dovesse vivere un calvario simile al suo e nella stessa terra che lo ha elevato suo malgrado eroe.

Non entro, non posso entrare vista anche la mansione che ricopro e l’amministrazione cui appartengo, nel merito delle indiscrezioni giornalistiche di questi giorni, indiscrezioni che avranno turbato probabilmente molti di voi, ma vi assicuro non l’interessata, mia sorella Lucia, perché consapevole e da tempo, del clima di ostilità in cui operava e delle offese che le venivano rivolte per adempire nient’altro che al suo dovere.

Mi si lasci però dire che non sarà la veridicità o autenticità del contenuto di una singola intercettazione a impedire che i siciliani onesti, che mi sforzo a ritenere rappresentino ancora la maggioranza in questa terra disgraziata, sappiano lo scenario drammatico in cui mia sorella Lucia si è ritrovata a operare in questi anni di guida di uno dei rami più delicati dell’amministrazione regionale.

Lucia ha portato la croce fino al 30 giugno scorso, perché amava a dismisura il suo lavoro, voleva davvero una Sanità libera e felice, come diceva lei. E’ rimasta per amore di giustizia, per suo padre, per poter “spalancare” le porte di un assessorato e di una Sanità intera, da sempre in Sicilia centro di interessi e malaffare, agli inquirenti, perché nessuna risultanza investigativa generata anche dal suo operato andasse dispersa.

Non so dirvi obiettivamente con quale forza mia sorella, così apparentemente fragile, abbia retto psicologicamente e tollerato ciò che noti professionisti e manager della Sanità pensavano e avrebbero detto di lei, ma so che lei è e sarà per sempre la più degna dei figli di suo padre!

Eccellenza Prefetto Pansa, dovrei oggi chiederle qui, innanzi alle più alte cariche dello Stato, di essere destinato altrove, lontano da questa terra disgraziata, ma non solo non glielo chiedo, ma le ribadisco con forza che io ho il dovere di rimanere qui, lo devo a mio padre e adesso, soprattutto, a mia sorella Lucia.

Grazie per l’attenzione che mi avete riservato.

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#sericordoiovivo   #strageviadamelio   #paoloborsellino

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