GLI UNICI VERI ESPORTATORI DI DEMOCRAZIA

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di Chiara Ferraro

– Comandante Leonida, i Persiani sono così tanti che le loro frecce oscurano il sole-
– Meglio. Combatteremo all’ombra!

Tutti sappiamo come andò a finire: i trecento spartani morirono insieme al loro valoroso comandante ma arrestarono l’avanzata dei Persiani e consentirono agli alleati ateniesi di riorganizzare la difesa nell’Attica. Quella battaglia cambiò la storia, in molti si chiedono cosa sarebbe successo se avessero vinto i Persiani, quale civiltà sarebbe sorta, ma vinsero i greci e la democrazia contro l’assolutismo orientale.

Non è la prima volta nella storia che la Grecia osa sfidare un nemico tanto più potente. La piccola (11 mln di abitanti) povera e bistrattata Grecia dà uno scossone e lancia un segnale all’Europa e al mondo intero che non potrà rimanere inascoltato. Una sorta di nuova battaglia delle Termopili, con il popolo greco stretto nella morsa dei creditori europei da un lato e della fame dall’altro. Hanno deciso di non accettare nuove umilianti condizioni che avrebbero soffocato un’economia già provata da anni di crisi, ma che stava lasciando intravedere qualche timido segnale di ripresa. Hanno deciso di rischiare, di far saltare il tavolo, e l’hanno fatto con una maggioranza schiacciante, il 61%: il popolo ha voluto contare di più di banche e finanza.

Non sarà stata una scelta indolore, ma hanno deciso che sì, ci si poteva e doveva anche sacrificare proprio come gli spartani alle Termopili, per la libertà della propria Patria. E han fatto tutto questo in un modo rivoluzionario per molti, ma tipicamente greco: attraverso il pericoloso strumento della democrazia diretta, nata proprio ad Atene due millenni e mezzo fa. A molti tecnocrati questo referendum non è piaciuto per nulla, non è piaciuta l’idea di chiamare in causa il popolo per le decisioni che lo riguardano. Certo, la gente comune forse di finanza non si intende, forse non sa fare stime di scala mondiale, ma quel che è certo è che è proprio il popolo a pagare sulla propria pelle le scelte economiche dei governi, ed è quindi giusto e sacrosanto che venga chiamato in causa quando si tratta di decidere se continuare con queste politiche che hanno portato allo sfascio della sanità pubblica, del sistema delle pensioni, della scuola, dei servizi di cui sono proprio i cittadini comuni ad usufruire. Nelle stanze dei bottoni non giunge la voce dei disoccupati, di quelli che non arrivano a fine mese, dei pensionati: è più facile lasciar decidere tutto ai luminari della finanza, ai professoroni, ai burocrati che non hanno idea di come sia la vita quotidiana delle persone normali.

La scelta di Tsipras è stata molto democratica e molto coraggiosa; la scelta del popolo greco non è stata da meno. Ci hanno insegnato la democrazia, ora ci stanno insegnando orgoglio, dignità e coraggio.

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